Aspettando Perth

Manca poco piu' di una settimana alla mia partenza da Sydney. Destinazione Perth.In molti mi hanno scritto chiedendomi il motivo della scelta e se sono felice all'idea di lasciare Sydney. Si e no. O meglio, credo non che sia nemmeno una questione di voglio/non voglio farlo. Semplicemente, a questo punto di questa fantastica avventura iniziata due anni fa, ho deciso che bisogna prendere un'altra strada.

Passo indietro: dieci giorni fa

Il ritorno da Byron Bay ha lasciato il segno, come mi aspettavo.

Lo stacco di qualche giorno, immerso nel bellissimo panorama e nell'atmosfera di Byron, mi ha alleggerito in un istante di tutto un mare di preoccpuazioni che da tempo mi assillavano: trovare una nuova casa (l'ennesima), trovarla ad una distanza che fosse uguale o almeno utile ad entrambi i lavori agli estremi di Sydney (Seaforth e Pyrmont), trovarla in meno di due settimane. Valutare se fosse il caso di lasciare uno dei due lavori e in questo caso doverne trovare un altro. Ma non uno qualsiasi. Uno che fosse a distanza utile da un'ipotetica casa, che mi permettesse di lavorare pochi giorni per poter mantenere l'altro e che fosse molto, molto flessibile in termini di orario. Quel tipo di flessibilita' estrema che solo Valentina Nappi sa sfoggiare (a tutti quelli che hanno colto questa citazione: avete la mia stima). L'alternativa era continuare con i due lavori e fare viaggi continui da una parte all'altra di Sydney, sperando di trovare casa nel mezzo di questo tragitto, altrimenti si sarebbe aggiunta una terza destinazione da raggiungere regolarmente. Sentendomi gia' ora piu' nomade dei giostrai, l'idea non mi andava particolarmente a genio. A questo aggiungiamo la scuola, situata in North Sydney, a cui devo presentarmi almeno due volte alla settimana. In pratica il mio tempo libero l'avrei passato sui mezzi pubblici. Per quanto apprezzi i mezzi pubblici di Sydney e la loro efficienza, l'idea stava iniziando a starmi stretta come un condom regalatomi da un amico cinese.

Insomma, la situazione appariva piu' aggrovigliata di un grumo d'erba e peli attaccati al culo di un babbuino. Come immagine dovrebbe rendere abbastanza, ma per eventuali dubbi ecco qui sotto una foto esplicativa:

pelo

Inoltre, iniziava a farsi strada la sensazione di essere appena arrivato a Sydney. Dopo due anni, il dover cercare casa e lavoro insieme mi ha riportato ai primi giorni, quando, fresco come l'alito di un cadavere, sono sbarcato dall'aereo pronto a tutto. Non che rinneghi il passato, si intende. Ma dopo due anni uno si aspetta un crescendo. Non che non ci sia stato un crescendo, si intende. Ma dopo due anni uno si aspetta un po di stabilita'. Certo i passi avanti sono stati molti. L'inglese fila via che e' un piacere, vuoi per interesse personale, vuoi per una costante full immersion tra libri, film, serie tv, amici e lavoro. Ho inoltre sviluppato la capacita' di "muovermi sul territorio", avendo capito qualche regola non scritta, acquisito nuove abitudini e aumentato lo spirito di adattamento (datemi una connessione internet e un paio di scatolette di tonno e non vi rompo il cazzo per due giorni).

Tuttavia stavo pensando ad avere qualcosa di piu'.

A questo aggiungiamo il fatto che lo sponsor non e' arrivato e che ad oggi non ho nessun vincolo che mi lega ad un posto preciso. In pratica, posso andare ovunque.

Ecco dunque il punto cruciale. Una volta tornato da Byron...

...ho realizzato che lo stato d'animo pesante che mi portavo dietro era frutto di un'ottica sbagliata. Continuavo a guardare indietro dal punto in cui ero: cosa sto sbagliando? perche' non ha funzionato? Mentre l'ottica giusta era esattamente quella opposta: un girare lo sguardo di centottanta gradi per guardare avanti e chiedersi che cosa potrei fare da questo momento in poi. Ricapitolando: Niente vincoli + situazione di stallo + logistica difficile + voglia di sponsor + posso andare ovunque = mi tolgo dal cazzo.

A questo punto si e' aperto un nuovo scenario con relativa domanda: dove posso andare?

Avendo passato due interi anni a Sydney, la scelta aveva opzioni infinite. Ovviamente di uscire dall'Australia non voglio sentir parlare, come Valentina non vuol sentir parlare di castita'. Ho deciso quindi di aggiungere il criterio dell'utilita': se mi devo spostare, lo faccio verso un posto che possa offrirmi di piu' in termini di possibilita'. L'attenzione e' caduta prima su Melbourne, poi su Brisbane e infine su Perth. Solo Perth e' considerata Regional Area tra le citta' e come tale gode di una politica piu' morbida in termini di sponsor. Attenzione, piu' morbida non vuol dire sponsor assicurato, ma semplicemente maggiori probabilita'. Poi sta sempre a me. Questo fattore e' bastato da solo a farmi decidere e quindi mi sono detto: Perth sia.

partire

Il giorno dopo mi sono licenziato dai due lavori contemporaneamente.

Ora sono a meta' di due settimane di relax, che si concluderanno il giorno otto settembre, prima della mia partenza per Perth. Da quel giorno in poi comincia una nuova fase.

Nel frattempo mi godo questi giorni dedicandomi con passione a qualcosa che avevo dimenticato: consumare pasti caldi.

Sull'onda di questo proposito mi sto concedendo qualche cena in qualche locale di Sydney, talvolta in compagnia, talvolta da solo, cosa che non mi disturba mai. Poche sere fa infatti, io e me stesso siamo andati in quel di Brookvale, puntando decisi verso un piccolo, fantastico ristorante Italiano: Trattoria il Segreto.

Messaggio a tutti i veronesi: se abitate a Sydney e volete provare il nostro "riso al tastasal" cucinato in maniera sublime, prendete macchina, bus, treno o chissà' cos'altro e andate in questo ristorante. Ricordi di infanzia assicurati. Se invece leggete da Verona, prendete un aereo destinazione Sydney e venite apposta. Messaggio a tutti i non-veronesi: se volete cenare con cibo italiano per gustare autentici sapori nostrani, un salto in questo ristorante e' assolutamente d'obbligo. Chiedete poi di salutare lo chef. Il personaggio che risponde al nome di Vinicio sara' piu' che felice di scambiare quattro chiacchiere con qualche "paesano" e rendere la serata piu' amichevole.

Dopo due porzioni di risotto abbondanti esco sazio e soddisfatto. Un bus diretto a casa e anche per oggi non ho fatto un cazzo mi sono rilassato a dovere.

Oltre a saziarmi di sapori dimenticati, in questo periodo mi dedico anche ad altre attivita' approfittando del tempo a disposizione:

  • salutare amici vari con un "arrivederci" e un mojito
  • dedicarmi finalmente al blog e progetti vari a tempo piu' o meno pieno
  • dormire abbastanza nel tentativo di tornare a quello stato di "senza occhiaie" che non provo da tempo
  • acquisire un colorito tendente all'umano grazie a qualche esposizione al sole
  • non prendere un mezzo di trasporto per almeno due giorni di fila
  • sfoltire l'elenco praticamente infinito di serie tv da vedere
  • girovagare per Sydney

Direi che e' un programma di tutto rispetto.

Nel frattempo faccio i conti con me stesso. Mi preparo intimamente al nuovo cambiamento e alle sfide che si presenteranno. Alle nuove situazioni da risolvere e agli immancabili imprevisti da affrontare, sempre pronto a trasformarli in brillanti righe in qualche post futuro. Sono contento. Seppur con l'amaro in bocca per dover lasciare Sydney, ora so di farlo in maniera consapevole e alla fine di valutazioni ponderate. Certo, Sydney mi manchera'. Ma in fondo lo so gia' che, il mio, e' soltanto un arrivederci.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

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