Primi Passi

Faceva talmente freddo che avrei dato qualsiasi cosa perché qualcuno mi pisciasse addosso e sentire un minimo di tepore.

Intorno a me il nulla. Vagavo nell'oscurità più totale, interrotta soltanto da qualche riflesso proveniente da un punto indefinito sul suolo ricoperto di neve. Avanzavo pesante, con le braccia strette intorno al petto e la testa bassa, cercando di offrire meno corpo possibile al vento gelido che soffiava forte contro di me. I miei piedi erano bagnati e ad ogni passo si facevano sempre più pesanti. Il freddo era non soltanto fuori e intorno a me, ma dentro di me.

"forse mezzo chilo di gelato ieri sera non era la mossa più intelligente da fare. Svegliati dai, che questo è solo un sogno".

Mi sveglio in un letto bagnato di sudore, mentre rannicchiato cerco di proteggermi dall'aria del ventilatore situato a meno di un metro e impostato sulla velocità "vento cosmico", appena sufficiente a contrastare il calore nella mia stanza. Mi allungo e premo il pulsante off. Il silenzio piomba nella stanza e con esso tutto il caldo di una giornata incandescente.

Resisto meno di quattro minuti.

Fa talmente caldo che medito di riaccendere il ventilatore e pisciarci contro per godere del ritorno di spruzzi.

Sono le quattro e un quarto del mattino e il termometro della sveglia segna la piacevole temperatura di Armageddon di fuoco.

Dopo venti minuti e trecentoquindici posizioni diverse, riaccendo il ventilatore e mi preparo ad un altro sogno bagnato.

Tre ore dopo sono di nuovo sveglio.

Una doccia alla temperatura delle Fosse delle Marianne mi rende anche cosciente.

Mi asciugo solo leggermente, infilo maglietta, costume e occhiali da sole e mi dirigo in stile mummia verso il cafe più vicino.

Obbiettivi della mattinata:

  • mettere le mani su un flat white doppio caffè il prima possibile;
  • trascorrere un'oretta al pontile per ricambio d'aria e assumere un'espressione più o meno intelligente;
  • recarsi all'appuntamento col mio Migration Agent per la prossima tappa del progetto "Vivere in Australia senza finire al centro profughi.

Due ore dopo, fresco come un papiro egizio, annuncio il mio arrivo alla segretaria.

"Accomodati pure dove vuoi, Martin sarà da te in pochi minuti".

Punto deciso la sedia direttamente sotto il condizionatore e leggo le ultime news online.

Un'ora e mezza dopo è cambiato tutto.

L'incontro con Martin si è rivelato molto producente e sembra che la strada della residenza permanente sia finalmente a portata. A quanto pare il piano B, farsi adottare da un branco di Dingo e vivere di arbusti e carcasse di orche, può aspettare ancora.

Dopo mesi di carte, cartine e cartacce, riconoscimenti vari e sacchi di dobloni d'oro generosamente distribuiti ai già abbienti, Martin mi comunica che siamo in condizioni di applicare per il Visto 190 (Skilled Nominated Visa, subclass 190). In pratica, un visto permanente basato sulle mie competenze ed esperienze precedenti e considerate di grande richiesta dal governo australiano.

Ho visto ben cinque agenti diversi,  e finalmente qualcuno si è deciso a dirmi come fare a rimanere in Australia senza citare la solita farm, il solito student Visa, il solito corso di inglese o di pizza rotante.

La strada è lunga, ma il primo passo, cioè l'invio di tutti i documenti e il raggiungimento del punteggio richiesto, è stato completato. Ora non resta che attendere la risposta del governo e il seguente invito ad inoltrare la domanda ufficiale per ottenere il Visto.

Incrocio tutto quello che ho. Ma proprio tutto...

Concluso il discorso riguardante il Visto, Martin si appoggia allo schienale della sua sedia, mette da parte le carte e se ne esce con:

"che ne diresti di lavorare con me?"

Rumore di grilli in lontananza, di vento che passa attraverso le fessure di una finestra socchiusa chissà dove e l'eco della domanda che si ripete nella mia testa.

Dopo diversi momenti di coma vigile, balbetto un pastoso...

"...eh?"

"Ma certo, perché non lavori con me? Insomma, una persona come te, con la tua esperienza e i tuoi contatti mi farebbe comodo e, se a te interessa il lavoro, sono sicuro che potremmo fare bene. All'inizio la posizione sarà come assistente, ma poi, una volta regolarizzato il visto, voglio che tu diventi Migration Agent a tutti gli effetti.

Che ne pensi?"

"...eh?"

Martin mi guarda come un cane guarderebbe la padrona che gli confida i suoi problemi di obesità.

"Onestamente Martin mi prendi un po' alla sprovvista... Nel senso che non ho mai pensato a me stesso in veste di Migration Agent, ma adesso che me lo chiedi, il tutto non suona per niente male... Ti spiace se ci penso per qualche giorno?"

"Ma certo! fai pure, nessuna fretta. Fammi sapere".

Due settimane dopo, al telefono.

"Ci ho pensato. Mi piace. Facciamolo."

"Perfetto, settimana prossima andiamo a pranzo e discutiamo dei dettagli".

"Ok..."

Ed eccomi qui adesso, con un visto definitivo in fase di sviluppo e un nuovo lavoro agli inizi. Un altro esempio di come da queste parti può cambiare tutto nell'arco di un pomeriggio.

Due settimane dopo, di ritorno da quel pranzo, una copia sveglia e concentrata di me stesso guida verso casa pensando alla nuova opportunità. Il pranzo, oltre ai dettagli della posizione, ha portato anche un'ulteriore idea: la creazione di un punto di contatto tra chi ancora vive in Italia ma vorrebbe partire, e lo studio di Migration Agent. Una sorta di passaggio intermedio che renda agevole lo scambio di informazioni tra chi ancora non parla inglese, ma vuole rendersi conto di possibilità e costi, e chi può aiutare con le pratiche da sbrigare.

Australia Primi Passi

L'idea nasce e si sviluppa nel giro di pochi giorni, mentre ci ragiono ininterrottamente a casa e a lavoro.

Mi rendo conto che un ulteriore sito di informazioni riguardante il come cazzo fare a vivere in Australia possa risultare inutile tra la miriade di siti, pagine e gruppi già presenti online.

Mi rendo anche conto che probabilmente la gente non sa più nemmeno cosa leggere e quando legge non sa nemmeno cosa sia vero e cosa sia solo sentito dire...

Mi rendo conto che ci vorrebbe un contatto diretto, un qualcuno disponibile a parlare del caso specifico di ognuno, in modo da rispondere a dubbi e domande e restituire una qualche forma di "piano d'attacco", in modo che la gente sappia fin da subito cosa fare e come farlo, evitando di arrivare dall'altra parte del mondo per scoprire che non c'è un bel niente da fare.

Magari dover tornare a casa senza nemmeno i soldi per comprarsi una corda e farla finita.

In questo scenario, una piccola spesa iniziale può far risparmiare una enorme spesa che potrebbe rivelarsi inutile. In fondo, chi è seriamente disposto a partire lo ha messo già in conto.

Lavoro senza sosta per una settimana e alla fine partorisco questo:

www.australiaprimipassi.com

Date un'occhiata, io vi aspetto dall'altra parte.

A presto.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

I am passionate about web design, new technologies and I love building websites that are simple, elegant and look professional. Not to mention absolutely beautiful.

Let's have a chat! I can help you building your online presence or business.