Nuvola Nove

Cloud Nine (trad: Nuvola Nove): stato di felicità ed euforia totale.In inglese, affermare di essere "on cloud nine" significa comunicare di essere estremamente felici, in uno stato dove niente può andare storto e dove la gioia regna sovrana. Anche senza mojito. Per capirsi, oltre il settimo cielo.

Quante ne so, eh?

Ora potete fare i brillanti con questa nuova espressione agli aperitivi sui navigli.

Questo per me è un momento di bilanci

Mi sveglio una mattina con il diavolo in corpo (e come vedo allo specchio anche in faccia) e mi dico: senti ciccio vai a fare una corsa che se continui di questo passo ti prende per il culo anche il Gabibbo.

Ovviamente il tutto dura circa venti secondi, poi mi giro dall'altra parte e sprofondo negli abissi di un sonno anestetico da cui mi sveglia soltanto il rumore di una palla demolitrice al lavoro dietro casa mia.

Il teatrino sopra descritto si ripeterà per diverse settimane, fino a ieri mattina.

Mi sveglio ieri mattina con la decisione presa: stamattina vado a correre. Tutto il mio corpo si ribella all'idea talmente tanto che quando mi decido ad alzarmi i miei capelli si aggrappano disperatamente alla testiera del letto e potrei giurare di aver sentito, debole in sottofondo, un coro di vocine che urlavano noooooooooo!

Abbigliamento di Fantozzi (io):

  • pantaloncino ginnico preso tre anni e due taglie fa, già in sconto pauroso perché fuori moda da cinque anni, talmente largo da sembrare una gonna.
  • maglietta della salute talmente usata che sembra quella di uno di quei soldati dispersi nella giungla e che li ritrovano a ottant'anni suonati a mangiare, dormire e cagare in una buca convinti che la fuori il mondo ancora viaggi a cannonate.
  • scarpe con suola consunta, tanto che facevo prima a dipingermi l'ultimo modello di Nike direttamente sul piede.
  • capello modello Niki Lauda, che dopo tre metri di corsa sembro uno degli scampati delle torri gemelle.
  • corsa aggraziata stile prigioniero di Auschwitz mentre mi guardo intorno aspettandomi di essere superato da Stephen Hawkins.

Dopo i primi cinquecento metri ho la rivelazione di come finirà il mondo, ma tengo duro per la mezzora successiva riuscendo addirittura a raggiungere la doccia. Sono soddisfazioni.

E in doccia, in pieno effetto endorfine, parte la riflessione sul bilancio della mia vita.

Luglio 2011

Parto da Venezia con le idee talmente confuse sul cosa fare una volta atterrato che avrei potuto atterrare in un Paese qualsiasi e il mio "piano" non sarebbe cambiato di una virgola. Quindi, se tu che leggi sei in preda alla confusione da pre-partenza, vai tranquillo/a che chi mente in merito non sta andando da nessuna parte.

Tra quel giorno e oggi che mi avvicino al traguardo dei Cinque Anni in Australia, ne ho passate tante, tantissime, di più; se dovessi rappresentare visivamente il viaggio di questi anni, sceglierei una capsula sparata nello spazio senza controlli di precisione, con comfort ridotti al minimo, supporto vitale sempre acceso e una direzione di massima su dove potrei/vorrei atterrare. Zero mappa.

Tuttavia, anche dopo diversi momenti di sconforto e qualche mojito extra "per riuscire a tutti i costi a vedere il lato positivo", posso complimentarmi con me stesso del risultato raggiunto; ovviamente, l'animo in pena che alberga in questo corpo bisognoso di esercizio, continua a spingermi verso il prossimo risultato, la prossima esperienza, la prossima meta, la prossima missione, il prossimo qualcosa che ancora non so, ma datemi un mojito e tutto diventerà più chiaro.

Detto questo, anche se non ve ne frega un cazzo, ecco i risultati che mi sento di sottolineare e su cui fissare la mia attenzione e i miei racconti al bar per fare il figo:

prima della partenza:

  • esperienza di lavoro nelle Risorse Umane e Qualità ISO che, speriamo presto, mi permetterà di fare breccia in questo settore anche qui.
  • laurea magistrale a Bologna, mentre lavoravo a tempo pieno a Padova. Momenti di sconforto tanti, tantissimi, specialmente durante la preparazione di esami i sabati e domeniche dopo i mojito di venerdì e sabato. In una email disperata a mio zio farcita di sette mila scuse validissime per mollare, confesso di non poterne più. Ricevo in risposta minacce di tortura fisica e psicologica, derisione, ma la garanzia che devo leggere il tutto come "vedrai che quel pezzo di carta di servirà". Discuterò la mia tesi di laurea TRE giorni prima della partenza per Sydney, col volo prenotato già da sei mesi, PRIMA di sapere la data della discussione della tesi; in un'altra email disperata, stavolta all'università di Bologna, minaccio tutti i dipendenti di ripercussioni severissime se mi avessero inserito nella sessione dopo il dieci Luglio.
  • Certificazione ISO dell'intera azienda (due sedi), inclusi audit interni, audit di certificazione e redazione dell'intera documentazione inerente alla Qualità, SEI giorni prima della partenza (e tre prima della laurea), nel mezzo di un trasloco completo da Padova all'Astronave Madre Verona. Livelli di stress talmente alti che il mio coinquilino, Maestro Jedi e Psichiatra a tempo perso voleva tirarmi tranquillanti con la fionda.

Gli ultimi tre giorni in Italia, dopo quanto letto sopra, saranno i più leggeri di una vita intera. Impacchettare tale vita in uno zaino e una valigia e stare li ad osservarli per un momento, mi ha fatto sentire come fatto d'aria, pronto a seguire la corrente del momento e finire chissà dove, tanto non importa. Cazzo che sorriso che avevo.

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Dopo la partenza:

  • Passare i controlli Australiani nonostante sembrassi indossare un turbante, invece erano i miei capelli dopo tre scali, trenta ore di viaggio, zero docce e tredici film. Questo lo considero un grosso risultato.
  • Arrivare a comunicare decentemente in inglese, evitando di chiedere del cibo e ricevere calci in bocca per aver detto qualcosa di sbagliato. Dopo infinite ore a ripassare grammatica, ascoltare attentamente film, audiobooks, radio, gente in bus e ai semafori, prenderò un 8 di media all'IELTS, che mi servirà per il Visto.
  • Superare la naturale resistenza a lavori di merda, sistemazioni da senzatetto e stile di vita modello Sparta.
  • Ricominciare tutto da capo a Perth, dopo aver ricominciato tutto da capo a Sydney.
  • Ottenimento di un lavoro stabile, appena un pelo sopra il gradino più basso nella scala dei lavori di cui vantarsi e trasferimento immediato in un piccolo appartamento per conto mio, dove mi abbandono alla perdizione.
  • Dopo quattro anni di imprecazioni, voti alle divinità, pratiche di magia nera, comportamenti lascivi e riti tribali, il 9 Dicembre 2015 ottengo il Visto Permanente, UN giorno prima della scadenza del Visto Studente. Fattore decisivo: la laurea Magistrale. Mi sono rilassato talmente tanto e istantaneamente che per un pelo non mi sono cagato addosso.

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Poi la svolta

La mia partner, che con un nome di fantasia chiameremo Fiore di Loto Che Brilla Al Mattino, decide che in quei tredici minuti liberi al giorno che si ritrova non sa che fare e si annoia, per cui decide di aprire un cafè/ristorante a North Perth.

L'idea parte in piccolo, poi come nessuno (io) aveva previsto, si ingigantisce. Diventa un progetto importante, che potrebbe portare ad altre idee e con la potenzialità di diventare molto, molto redditizio.

Ma serve una mano.

Mi guarda. La guardo. Capisco. Mi piace.

Salgo in macchina alla Batman e arrivo in banca alla Mendicante Esperto. Espongo il progetto, sparo il numero e accettano. Risata isterica.

Ora sono socio di un cafè e ristorante Vegano in quel di North Perth.

Altra tacca, altro risultato.

Il nome?

Cloud Nine

In quella doccia bollente finisco di fare il bilancio e mi ritrovo contento, contentissimo, oltre il settimo cielo. Posso dire di essere on cloud nine...

Certo, ci sono angoli da smussare e cose da sistemare, specialmente quando si è coinvolti in un business da far nascere, crescere e mantenere. Però almeno nel frattempo ho caffè gratis.

Ora mi sto preparando per la prossima missione che ho già identificato e pianificato. La strada in questo caso sarà, per certi versi, ancora più difficile, ma in fondo, come dicono i saggi, l'importante non è la meta, ma il viaggio.

E in questo caso, si tratta di un volo, alto, altissimo, oltre le nuvole.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

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