Lif3-zeroGComment

Di mondo in mondo

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Di mondo in mondo

Nonostante il cibo sia ancora uno dei nostri bisogni primari (sta per essere sorpassato dal nuovo iPhone), certe volte le circostanze si incastrano in maniera tale che quando apri il frigo quello che vedi sono soltanto alcune gocce di condensa e una pallida luce gialla laggiù in fondo (quando è vuoto il frigo sembra sempre più grande).

Se avesse una voce propria di chiederebbe di non disturbare, invece si limita a ronzare rumorosamente per quei secondi in cui lo osservi sconsolato, fino a quando tu stesso togli il disturbo, lasciando il frigo alla sua condensa per tornare a passo incerto verso le coperte lasciate sottosopra.

Mentre fissi il soffitto e le pale del ventilatore in azione, pensi a come soddisfare il tuo bisogno più impellente: come comprare quel cazzo di iPhone? per poi accorgerti che sei anche affamato.

Problema: cosa fare se ti sei svegliato con una fame primordiale ma tutte le tue scorte alimentari messe insieme equivalgono ad una cucchiaiata di plancton?
Possibili soluzioni:

  • Sciacallare le scorte dei compagni di appartamento(impraticabile. Sono mosso da un rigido codice morale. ehm... si esatto)
  • Addormentarsi ancora e vedere se la situazione cambia (non cambia)
  • Fingere una malattia debilitante e sperare nell'assistenza della tua partner così attenta ai tuoi bisogni (non funziona, ti viene proposto di mangiare qualcosa di leggero)
  • Svegliarsi per quel poco che basta a camminare in pubblico e scendere al coffee shop dietro l'angolo, compagno di mille tazze giganti.

Infilo un paio di infradito, mi racconto che i miei capelli sono artistici, indosso una faccia quasi sveglia e scendo a nutrire il mio corpo scultoreo. Ehm...si, scultoreo.

Se qualcuno viene a dirmi che a Sydney non si sa mai dove andare a mangiare o a bere qualcosa, invento un'arma da taglio tutta nuova per infliggere ferite che nessuno ha mai visto prima.

Se trovate una singola strada senza un coffee shop bisogna segnalarlo all'ufficio municipale più vicino poichè si tratta chiaramente di una madornale svista.

Solo nella via dove faccio colazione io, ce ne sono tre in cento metri, a cui si aggiungono tre ristoranti di dubbio vario tipo. Il tutto considerando solo un lato della strada.

A seconda della zona poi, coffee shop, ristoranti, pub e locali vari si susseguono senza soluzione di continuità, arrivando a caratterizzare il quartiere o la zona solo per la loro presenza, che molto spesso si manifesta attraverso una "corrente" di stile precisa e diversa da zona a zona: Moderna e Chiccosa nei dintorni di Circular Quay, artistica e "trasandata" a Darlinghust e decisamente libertina a Kings Cross. Tuttavia, ogni zona pullula di locali di tutti i tipi, dal ristorante super moderno al piccolo locale nascosto sotto ad una fila di alberi, con poltrone molto più di usate e sedie male abbinate.

Dopo un anno e mezzo trascorso a Sydney e con l'instancabile voglia di scoprire sempre il posto perfetto, ad oggi mi sono creato una personale mappa mentale dei posti in cui cercare rifugio nei momenti di bisogno.

Sono a Bondi Beach e dopo una giornata passata a sfogliare libri usati e camminare tra sentieri sopra il mare prendere il sole, fare acrobazie con il surf e scolpirmi i bicipiti a forza di trazioni alla sbarra, penso a come concludere in bellezza sorseggiando e mangiando qualcosa di buono. Solo nei primi cinque minuti i locali che mi vengono in mente sono diversi, tra cui spiccano:

Bondi Social: bellissimo locale al primo piano, direttamente affacciato sulla spiaggia di Bondi Beach, in cui rilassarsi sui divani interni o rinfrescarsi ad un tavolino sul balcone in piena aria al gusto d'oceano. Un mojito e un paio di tapas (o era una tapas e un paio di mojito? non ricordo...) e l'oceano di fronte. Come non pensare ai massimi sistemi e al perchè di mille cose? semplice, ordinando un altro mojito.

Stessa storia e stessa vista per il The View, in cui il nome parla da solo. Il locale in sè è piccolo, ma fa la voce grossa con un ampio balcone colmo di posti a sedere, sedie e tavolini rigoroamente in legno spartano e una selezione di appetizers molto ben fornita. Ovviamente da accompagnare con il solito mojito...occhio però, che qui il lime del mojito è particolarmente abbondante, per cui lo consiglio a chi è portatrice sano di sfintere labile (ringrazio un lettore per questa frase splendida).

Se invece vi siete rotti il cazzo della solita vista da cartolina tornate verso la city per qualche centinaio di metri, dove sulla Bondi Road vi aspetta il The Corner House. Leggermente più chic degli altri due, ma con una selezione di cocktail e vini molto fornita, che vi convincerà a rimanere per un altro giro e un altro ancora... Atmosfere ricercatamente vintage e un divano da accapparrarsi lottando vi faranno trascorrere la serata al meglio di voi. Piccola chicca: al modico prezzo di quindici dollari potete perfino chiedere uno spritz veneziano...

Se invece siete da tutt'altra parte, per esempio a Darling Harbour, vi consiglio di buttarvi sul Thai Food da Nok Nok. Il locale mi è piaciuto a prima vista, giocandosi il meglio all'interno con una fila centrale di tavolini posto sotto ad una fila di alberelli e illuminati da una semplice lampadina. Mettetevi comodi, leggete il menù (molto più utile guardare le figure) e chiedete qualsiasi cosa per andare sul sicuro. Cibo ottimo e in porzioni normali per un dopo partita con supplementari. Cosa strana ma ottima: il mojito qui è super. Cazzo c'entra il Thai col mojito? Ma che ne so, io l'ho visto in lista e l'ho preso prima che si accorgessero della cosa.

Non vi piace il Thai? Proseguite di qualche passo e incrocerete una lunga fila di altri posti, tra cui un ristorante Brasiliano dove la quantità di carne servita è pari soltanto a quella presente nei quartieri tipici di Amsterdam... Anche in questo caso, se vi stufate dello splendido panorama offerto dalla baia, potete sempre camminare qualche minuto all'interno del CBD, fino a raggiungere York Street e buttarvi al volo dentro alla famosa Bodeguita del Medio (quella veramente famosa è a Cuba...ndr). Ovviamente, trattandosi di un locale cubano, non devo specificare oltre la bevanda da chiedere, in ogni caso non perdetevi i piatti a base di carne e di musica cubana, talvolta suonata dal vivo. Se beccate la serata giusta purtroppo rimarrete in strada, poichè il locale inizia a riempirsi dalle sei in poi.

Se infine vi trovate a ciondolare nel mio territorio, che ufficialmente si chiama Redfern, il posto in cui dovete fiondarvi è di sicuro l'Appetite: non vi dico qual'è il mio tavolo altrimenti alimenterei frotte di stalkers, ma sappiate che ormai non mi chiedono nemmeno cosa voglio. Colazione abbondante o un pranzo a base di hamburger giganti sono un must in una giornata oziosa, ma il locale si sbizzarrisce anche con zuppe del giorno e qualche tipo di pasta. Come già accennato, basta camminare qualche passo per trovarvi di fronte ad una creperia/caffetteria, dove scegliere con cura la crepe col più alto contenuto calorico e trascorrere i minuti senza che nessuno vi disturbi per liberare il tavolo (però toglietevi dal cazzo quando avete finito perchè è sempre pieno).

Frutto di una recente e fortuita scoperta, il The Fern si è aggiunto alla mia lista. Servono una colazione ottima e abbondante, ma devo  tornare ancora verso sera in quanto sospetto che il meglio di sè lo dia dalle sei in poi, tra bichierini di rum, cocktail e musica dal vivo. Le pagine di fumetti assortiti attaccate a tre quarti di muro mi hanno dato un'aria vagamente down per metà colazione. Entrate, mangiate, scattate qualche foto e poi tornate ancora, assetati come mai, a partire dalla "zona aperitivo". Ricordate di memorizzare sul cell il numero del taxi.

Tutte le righe che avete letto sono solo una minima, piccolissima, stiracchiata parte di quello che Sydney ha da offrire in termini di ristoro e se non fosse per il fenomeno del calo dell'attenzione di chi legge e del fatto che un testo scritto esercita meno fascino di una cazzo di foto strappalacrime, potrei continuare con mille ininerari gastro-coffee-alcolici per ore e pagine intere. Cazzo finisce che riscrivo la nuova guida Micheline.

Sydney è anche questo e certe volte stai semplicemente a casa perchè non sei riuscito a scegliere che serata volevi trascorrere, perso tra le mille e più scelte, comprese tra tutti i budget e dagli infiniti stili diversi. Girare per i locali è una attività che potrei fare a tempo pieno, ogni volta scattando foto e avendo cura di farsi dare il biglietto da visita, in modo da tornare più avanti. Ovviamente se il mojto era buono.

Concludo con una chicca segreta: esiste un posto, dio solo sa dove (dio ed io), dove il cibo è fantastico, il vino anche e contiene una stanza segreta, anticamente riservata a performance "artistiche" per clienti di un certo tipo... Si vocifera che i proprietari abbiano trovato la stanza per caso, accedendovi da una botola nel soffitto scovata durante la ristrutturazione e che dentro vi abbiano trovato... ma questa è un'altra storia.

Tornando a noi, trascorrere la serata di locale in locale a Sydney è come spostarsi da un piccolo mondo ad un altro, dove quando entri trovi il tuo posto, chiedi un mojito e indossi un sorriso.

Tutto il resto viene da sè.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

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