Fase Due

Ogni volta che i pianeti si allineano, non succede assolutamente niente.

Tuttavia, più o meno con la stessa frequenza, la mia modestia aumenta di una tacca, portandomi a considerare un numero maggiore di esseri umani come tali, a lasciare qualche mancia e addirittura a leggere qualche nuovo blog. In questo stato d'animo, scoprire che qualcuno ti copia le battute può suscitare reazioni contrastanti. Da un lato polverizza quella tacca di modestia con la stessa velocità con cui un ergastolano concluderebbe un coito. Dall'altro ti porta in un altro stato d'animo, che quei gran cervelloni degli psicologi chiamerebbero "incazzatura dura". Voglio dire, a tutti piacerebbe spendere il proprio doccia-time canticchiando, progettando la giornata o facendone un bilancio, o magari, concedendosi un sano Happy-Hour. Invece, molto spesso il mio doccia-time lo passo pensando a come trasformare quello che penso in quello che state leggendo. Una volta ho provato ad unire le due cose, ma l'Happy-Hour è durato un'ora buona e quello che ho scritto non è stato altro che un misero: "where are you, Jessica Alba?". Molto produttivo, ma non ai fini del blog. Lancio quindi un appello: se Miss Fotocopia sta leggendo, si prega vivamente di pensare autonomamente le proprie righe. Se non dovesse risultare fattibile, il mondo degli hobby è talmente vasto che si potrebbe trovarne uno di alternativo allo scrivere blog, perfino se ci si trovasse in un polmone d'acciaio.

Dopo una dormita di dodici ore filate, il minimo che si possa fare per mettere la ciliegina sulla torta è una sana e robusta colazione. Vado dunque al frigo ma i miei sogni si infrangono quando sulla maniglia vedo il cartello "non disturbare". Mi sa che è ora di fare la spesa.

Oggi giornata di sole, quindi entro sera diluvierà, ovviamente nel periodo compreso nelle quattro ore in cui devo lavorare. Non importa, ho tempo per godermi la giornata. Il lavoro intanto procede, ovviamente tralasciando piccoli episodi di smarrimento, quando mi trovo a guidare contromano, a prendere le rotonde nell'altro senso, ad ignorare semafori perchè sono troppo impegnato a sopravvivere. In particolare, il potente mezzo che ho in dotazione, fa della mia paga oraria soldi duramente guadagnati. Come qualcuno di voi avrà scoperto, Sydney è tutto un sali-scendi e un motorino di cilindrata 50cc ha lo stesso valore di una riga di coca in Colombia. In discesa raggiungo la per niente invidiabile velocità di circa 50kmh salvo poi decelerare a 10 in presenza di una salita. Cosa che succede molto spesso. Sembra quasi che le salite a Sydney siano più delle discese, ma mi rendo conto che se fosse così a quest'ora sarebbe il punto più alto del mondo. L'imbarazzo aumenta durante le giornate di pioggia. La dotazione prevede una tuta anti-pioggia che definire vecchia vorrebbe dire dare della signorina a Raffaella Carrà; credo si tratti della prima tuta impermeabile usata dall'essere umano. Indossata la reliquia, ho lo stesso sex-appeal di uno con la sla. Il tutto è molto più ironico se pensiamo che regge l'acqua solo se non piove di brutto, perchè qualche premio nobel di turno ha pensato bene di tagliarla qua e la per ricavarne delle tasche. A pensarci bene, durante il primo giorno in cui mi è stato illustrato il tutto, ricordo nitidamente che all'apertura del bauletto ho visto un insetto correre a nascondersi dentro la tuta. Presumo che stiamo ancora condividendo i miei turni di lavoro. Spero solo di non vedermelo spuntare dalla manica, durante una sera di pioggia intensa, mentre sono in mezzo al traffico, in discesa con una curva a gomito in arrivo. Strada che ricordo bene. E' incredibile come il cervello sia rapido a metterti di fronte diverse opzioni mentre sei a un secondo e mezzo da vincere il titolo di salto più lungo con lo scooter, seguito da quello per il peggior atterraggio. Insetto a parte, lo scenario descritto sopra è una cosa che mi è capitata il primo giorno. Sydney pecca decisamente nella fornitura di lampioni nelle strade secondarie, allo stesso modo in cui pecca di strade che non siano in pendenza. La curva a gomito mi si è presentata all'improvviso mentre scendevo spensierato verso la città. La soluzione migliore adottata per rimanere in vita senza macchine mediche, è stata quella di puntare tutto sulle suole Nike gentilmente fornite dal mio portafogli. Freni appena sfiorati data la scarsa tenuta di strada, sms lanciato al volo da qualche parte lassù con qualche indicazione per il mio possibile arrivo e libero sfogo di tutto il repertorio di imprecazioni finora accumulato. Con l'agilità di un morto affronto la curva, con leggero sconfinamento nell'altra corsia, ma nel complesso riporto a casa anche stasera la pellaccia. E tutto per 25 cents di mancia. Non male. Rimpiango molto i tempi delle biciclette con le rotelline laterali. Completo qualche altra consegna, lavo qualche piatto e sono a casa. Quando non sei impegnato a non schiattare contro qualche macchina, il lavoro è molto easy.

L'ultima settimana è stata la prima senza scuola. Devo dire che dopo un primo momento di vuoto, ho imparato il vero valore di una giornata libera e di un lavoro part-time di sera. Qui con un part-time decente riesci a coprire le spese che devi affrontare e soprattutto se lavori di sera, eviti di andare in giro a spendere quello che guadagni. Per me questo è un periodo di risparmio, fase votata alla preparazione del viaggio in programma per il prossimo anno, ma questa è un'altra storia. Ora che ho più tempo, ne ho impiegato un pò per sistemare la questione palestra, iscrivendomi in una più comoda a livello di orari. Le palestre non mi sono mai piaciute, ma mi piace ancora meno aspettare inerte di diventare come la brutta copia di Pavarotti, per cui mi decido e vado in cerca di informazioni, scoprendo così che lo standard delle palestre è diverso da come me lo ricordavo in italia. Non ne ho frequentate molte, ma la prima impressione qui mi ha lasciato molto soddisfatto. Tutto è organizzato, le figure professionali all'interno si dividono tra personal trainer, manager, addetti a questo e a quello, tutti riconoscibili da una maglia di colore diverso. Per una cifra più che accettabile mi offrono tre sessioni di personal training, entrata libera ogni giorno, libero accesso ad ogni corso, uno zaino, tessere varie e settanta dollari da spendere in porcherie a base di proteine ai gusti vari. L'intento era solo quello di trovare un modo per recuperare quattro camice, ma l'inizio non mi sembra male.

Sei li seduto su una roccia venti metri sopra l'oceano, faccia al sole ed occhi elegantemente chiusi, quando alle tue spalle senti un rumore di rullino che ci sta dando dentro. Mi giro con la tipica espressione di chi ha il sole in faccia, per scoprire che un asiatico in tenuta da fotografia d'assalto sta puntando proprio me. Sorrido come si sorride ad uno che non vuoi vedere e chiedo senza parlare che cosa gli passa per la mente. Il personaggio coglie al volo la domanda, si avvicina e si presenta, facendomi vedere le foto. Dopo due minuti siamo vecchi amici che chiacchierano del più e del meno, scambiandoci impressioni ed esperienze in un improvvisato scambio di pensieri tra Italia e Korea, su una roccia, lassù sopra l'oceano australiano. Viene fuori che per vivere suona jazz e che io per passione scrivo. Non poteva che finire con me che suggerisco un libro e lui che suggerisce un disco. Scambio di mail, saluti vari e ognuno per sé. Completo la passeggiata di rientro costeggiando il mare da una spiaggia all'altra e mi dirigo verso uno dei posti che preferisco vicino a Bondi Beach: punto di incontro perfetto tra caffetteria e negozio di libri usati, ogni volta che entro ordino una combinazione di cappuccino gigante + libro, passo i primi sorsi curiosando qua e la e i successivi sfogliando il libro scelto, seduto ad uno dei tavoli. Potrei stare li per ore, ma la giornata è così soleggiata che sarebbe il caso di godersela. Dopo tre ore infatti, decido che è il caso di andarsene. Infilo nello zaino il nuovo acquisto, prendo un autobus e mi dirigo verso casa, veloce cambio di vestiario e via di nuovo per le strade, magnifico nella mia uniforme blu, mentre sfreccio per le strade di Sydney, in soccorso di gente affamata, mentre mi godo lo sfondo tinto di un altro tramonto. O almeno questa è la visione che mi sono creato per farmi alzare dal divano.

Avvio il motorino sotto un cielo grigio e carico di nuvole. Tutto come previsto. Chiudo al massimo la zip della tuta, abbasso la visiera e mi metto in strada. Sydney ha bisogno di una dose di pizza, che proprio pizza non è... ma questa è un'altra storia.

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