Il significato dei tablet

Il significato dei tablet

Ieri mattina mentre facevo colazione mi sono girato e ho visto una signora di circa settant'anni che mandava una mail dal suo iPad.Per la prima volta, la mia agenda cartacea ed io, ci siamo sentiti vecchi. Mi era già capitato di vedere gente ben sopra la mezza età smanettare con smartphone e tablet vari in locali pubblici, parchi, autobus, ma ieri chissà, forse ero particolarmente predisposto alla riflessione, sta di fatto che non ho potuto fare a meno di osservare per qualche minuto sia lei che la sicurezza con cui batteva tasti che nemmeno esistono.

Seduto in autobus, lato finestrino, guardo Sydney scorrermi davanti in un metro quadrato di vetro. Oggi e su questa strada c'è traffico e l'autobus scorre lento verso le varie fermate. Ora di punta, macchine, pedoni, moto, bici. Gli elementi per fare arrivare di corsa quel gran simpatico terzetto composto da Clacson, Sirene e Caos ci sono tutti, ma inaspettatamente il terzetto in questione snobba Sydney. Probabilmente sarà in viaggio da qualche altra parte... Capita anche qui che un incrocio si intasi per il troppo traffico, con la colonna di macchine a semaforo verde che si ritrova la strada bloccata dalla fila di fronte che non è riuscita a passare in tempo. Solo che a questo punto si verifica un fenomeno strano. Nessuno si incazza. Soprattutto, la colonna di macchine che avrebbe il diritto di infilarsi a tutta velocità nelle lamiere dell'altra fila, rimane assolutamente immobile nonostante il semaforo verde. Partirà soltanto dopo che l'incrocio avrà smaltito la fila in eccesso. Un pappagallo colorato, intanto, si sistema le ali sopra una telecamera.

Con l'iPod in modaltà super surround cammino verso casa, con i primi colori della sera, ascoltando Sydney ovattata dietro l'ennesima canzone. Attendo il semaforo verde per attraversare, accompagnato dal solito segnale acustico. Appena raggiungo l'altro lato della strada, un colpo di luce fortissima viene sparato alle mie spalle, come di un flash enorme e subito dopo una macchina a tutta velocità passa sulla corsia opposta. Realizzo così che la luce proviene da un autovelox, con fotocamera integrata, piazzata su un semaforo qualsiasi. Venti secondi dopo, in pieno ritornello, la mia canzone viene coperta dal suono di una sirena della polizia, che a tutta velocità va a farsi quattro chiacchiere col "colpevole".

Attraversare la strada sulle strisce pedonali a Sydney può essere estremamente noioso. Tutto quello che devi fare è mettere un piede sulla prima striscia e il resto viene da sè. Non devi zigzagare tra le macchine che passano mentre attraversi, non devi correre e non c'è nessuna necessità di fare dei tentativi preliminari per vedere se il traffico si ferma o meno, mettendo timidamente la punta della scarpa fuori dal marciapiede, giusto per sondare il terreno. Tutto questo non serve. Se hai semaforo verde, non serve nemmeno attraversare, basta solo dare l'idea di volerlo fare e il traffico si fermerà. Per esempio, mandare un sms sostando distrattamente davanti alle strisce può causare il ritardo di cinque o sei persone, dal momento che aspetteranno tutti che attraversi per ripartire. Tratto da una storia vera. Non far passare un pedone sulle sue strisce mentre guidi uno scooter scassato è il miglior modo per imparare insulti da strada in australiano stretto. Altra storia vera.

A Sydney, la tecnologia si vede.

Il primo esemplare del nuovo iphone è stato venduto qui, probabilmente per intrattenere un pedone mentre cammina. Senza il rischio di morire schiacciato andando a lavoro uno deve pure inventarsi qualcosa. Sto ancora cercando una bici arrugginita in giro per le strade, senza successo. In compenso ho fatto il pieno di bici dai design più diversi e spinti, freni a disco, faretti da attaccare ovunque e accessori vari. Probabilmente il primo pensiero dei ciclisti non è non farsi rubare la bici mentre comprano un giornale.

Camminando per le vie di un quartiere come Paddington, può capitare di venire distratti da vetrine, botteghe e coffee shop vari, vedendo così solo all'ultimo momento il bus che devi prendere, mentre lentamente risale la strada. Realizzi allora che la prima fermata è a cento metri da te e subito ti lanci in una corsa più o meno goffa per tentare di raggiungerla. Ovviamente arriva prima il bus, ma solo per poco. Sbuffando e tossendo salgo e chiedo all'autista di fare il biglietto. Mi risponde che quella tratta funziona solo con un pre-pagato, ma mi invita ad andare nella farmacia di fronte, procurarmi il tutto che tanto mi aspetta. Biglietto in farmacia? Un autobus che ti aspetta? Sicuro di aver capito malissimo, scendo titubante e ormai convinto di aspettare la prossima corsa, ma vedo l'autista indicarmi la porta alle mie spalle. Una farmacia. Entro, chiedo un biglietto dell'autobus e mi preparo alla figura di merda. Invece, il farmacista mi chiede dove voglio andare e se mi serve solo una corsa singola o anche ritorno, rispondo, pago e butto un occhio fuori per vedere il bus: l'autista mi sta guardando e piazza un sorriso dietro un pollice alzato. Salgo sul bus, timbro, ringrazio e mentre mi siedo mi gusto ogni sillaba di un "no worries, mate".

L'unico caso in cui qualcuno si incazza per strada, è quando gli sbuchi davanti al cofano, in uniforme blu sporca di farina, con uno scooter carico di pizze all'ananas completamente contromano. Ecco, in questo caso potrebbero alterarsi un attimo, arrivando a mettere in pratica i soliti gesti e qualche colpetto di clacson. Niente di allarmante considerando il fatto che stavo per decorare con le mie interiora una station wagon. Piccolo lapsus di guida, che si conclude in mezzo metro di erba e a duecento "fuck". Capita, non dovrebbe, ma capita.

A sentir parlare qualche australiano, si viene a sapere che uno dei problemi più grossi di Sydney è la presenza di troppi autovelox in un determinato tratto di strada. Non in generale, ma in un tratto specifico. Insomma, può essere fastidioso. Con nostalgia penso ai tempi andati quando, con problemi grossi, ci si riferiva ad omicidi, stupri, spaccio e furti.

In Italia nessuno ha ancora capito a cosa serve un tablet, ma ora, dopo quattro mesi a Sydney, l'ho scoperto. Insomma, se non si rischia la vita durante una passeggiata, l'esperienza alla lunga può diventare noiosa, per cui molto meglio se nel frattempo riesci a mandare qualche mail, guardare un paio di video e chattare con quelli che ti stanno aspettando al bar.

L'Italia continuerà a non capire i tablet per molto tempo ancora. Apro la mia agenda cartacea, e con una penna vera inizio a scrivere un nuovo post: Ieri mattina mentre facevo colazione mi sono girato e ho visto una signora di circa settant'anni che mandava una mail dal suo iPad.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

I am passionate about web design, new technologies and I love building websites that are simple, elegant and look professional. Not to mention absolutely beautiful.

Let's have a chat! I can help you building your online presence or business.