Kill them all

Certe volte, durante una giornata, un weekend, una settimana, o una qualsiasi unità di tempo, ti capita di incrociare episodi che non ti vanno giù, proprio non ce la fai a ingoiarli e per quanto ti sforzi a guardare video tutorial su youporn, proprio non afferri il meccanismo.

Certe volte, quando sei sereno, ti capita di pensare a quegli episodi e ti rendi conto che sono ancora li dove li hai lasciati. Uno dopo l’altro, formano un bolo di incazzatura per cui è troppo tardi il meccanismo dell’ingoio e non ti resta altro che rigettare tutto. Anche per questo sono disponibili dei video tutorial.

Certe volte, guardandomi intorno particolarmente ispirato, mi ritrovo sognante, con lo sguardo perso su qualche volto che non conosco a desiderare ardentemente un pianeta sterile da ripopolare secondo un unico criterio: l’intelligenza. In certe persone sembra essere nascosta chissà dove, magari sepolta di proposito sotto cumuli di Cosmopolitan o Men’s Health. In altre sembra essere un ospite d’eccezione, uno di quelli che quando arriva, inaspettato, ti stupisci proprio tu stesso e ti guardi attorno pensando: caspita, proprio da me è arrivata? In altre ancora, sembra un’apparenza fugace, un’ombra vanescente che non ti dà nemmeno il tempo di metterla a fuoco, ma che ti lascia con quella domanda che quasi non osi farti: possibile, che ce l’abbia anche lui/lei?

Alcuni ancora vengono sorpresi e a loro volta sorprendono altri, con subitanee apparizioni, del tutto inattese e nel tempo in cui ormai la speranza era completamente affievolita, lasciando chi osserva sbigottito, attonito e quasi spaventato. E’ solo un attimo, che passa subito. Infine, altre ancora non ne hanno addirittura mai sentito parlare. Se in un cruciverba devono inserire la lettera mancante di “intelligenz”, metteranno una B di “boh”.

E poi ci sono loro. Quelli che di intelligenza sono dotati, che hanno retto a diverse prove del nove, del fuoco o come cavolo si chiamano. Quelli che effettivamente nei cruciverba, per completare la parola “intelligenz” mettono una N di “neanche ti rispondo”. Sono loro le vere sorprese. Sono loro di cui ti stupisci quando in qualche episodio se ne escono con qualche ragionamento o qualche comportamento ai limiti di un post-incidente frontale, senza cintura. In queste maledettissime volte, ti ritrovi a guardare il soggetto come lo scienziato osserva un rospo sotto formalina, con quello sguardo non di rimprovero, ma di sincero interesse clinico, perché capito quello, ne gioveranno in molti.

Allora senti che devi approfondire, non importa se sembri pedante o se, per dirla in breve, sembrerai quel grandissimo rompicoglioni di cui si vocifera, ti senti assolutamente in dovere di capire che cosa cazzo abbia portato un intelligente ad avere un episodio di diversità. Sia chiaro. Sono razzista. Intellettualmente razzista. Avete presente quando alle elementari vi prendevano per il culo perché avevate voti troppo alti rispetto alla media e la maestra sembrava aver fatto di voi il vostro pupillo e tutti gli altri si accanivano contro di voi e voi tornavate a casa incazzosi come iene ridens? Vi ricordate anche cosa diceva la vostra mamma? Diceva: non prendertela, fai il superiore. Per come la vedo io, se uno fa il superiore, da qualche parte la fuori deve esserci un inferiore.

E’ come il discorso bene/male, giusto/sbagliato, Batman/Joker, salute/malattia, Domenica In/Autismo, Governo/troie: non può esistere il primo se non esiste il secondo. E’ giusto quindi fare le debite distinzioni. Certo, a tutti è permesso calpestare questo suolo (…), ma è altrettanto giusto che se io devo fare lo sforzo di essere superiore di fronte a certi atteggiamenti (molto più facile e spontanea sarebbe una coltellata), allora il mio sforzo va ripagato, facendo in modo che l’altro sappia che gli è permesso avere certi atteggiamenti in quanto inferiore.

L’introduzione di una “I” e una “S” gialle da appuntare sulle giacche sarebbe gradita. Almeno ci si eviterebbe l’incazzatura iniziale prima di renderci conto di con chi abbiamo a che fare. Eppure certe volte, ancora non riesco a trattenermi. Non c’è niente che mi faccia incazzare tanto come l’assoluta mancanza del più piccolo barlume di pensiero. Anzi, a pensarci meglio una cosa c’è: il non usare quel barlume quando se ne è dotati. Per chi ne è sprovvisto non posso che provare invidia. Svegliarsi alla mattina e non sapere che il mondo gira anche senza di te deve essere un gran sollievo.

Roba da sonni tranquilli e cagate regolari. Vedo persone infilarsi in ragionamenti che chiamarli tali è uno sforzo perfino per un dizionario, per non parlare di comportamenti che ti fanno pensare di essere di fronte ad un clone riuscito male della persona che conoscevi. Forse era meglio se il padre, tot anni e nove mesi fa, macchiava il sedile della macchina.

Se dopo due mesi che non ci si sente, appena riusciamo a metterci in contatto mi dici: ehi, hai saputo che mi sono comprato la macchina nuova? Se quando parliamo mi dici che ti piacerebbe conoscere gente con cui chiacchierare anche di cose importanti/serie e poi ti sento litigare per un derby con il tipo che hai conosciuto cinque minuti fa. Se mi dici che riesci a tener duro durante la settimana solo perché poi arriva il weekend. Se tronchi i discorsi di un certo calibro con un “ma si dai, non pensarci e bevici su”. Se non hai ancora capito che una certa dose di comportamento va modificata in base a chi ti sta di fronte: va bene essere spontanei, ma devi tenere conto di chi hai di fronte e di conseguenza devi rispettarlo. Vivere secondo il motto "oh, io sono fatto così", ti mette a pari merito con lobotomizzati, ottusi e proscimmie. Se sei tra quelli che non ha ancora capito che le differenze tra le relazioni si vedono da come le coltivi: vuoi un bel risultato? devi essere costante, senza scuse di tempo, spazio o giramenti di coglioni.

Per esempio, la gente sparisce.

Un giorno prima ti vedi tutti i giorni e un attimo dopo sembra che la relazione te la sei inventata. Parlo di amicizia ovviamente. Roba da comprare quei dieci centimetri sui cartoni del latte, pubblicare la foto del compianto e scrivere due righe del tipo: se lo/la trovate, mandatelo a fanculo. Pensa, cazzo. Il solo fatto che sono qui sotto è davvero sufficiente a non farti più sentire? Anche dopo facebook, twitter, google+, mail varie, smartphone, skype, msn, whatsapp? Ovviamente oltre ai soliti sms…

Vero, di questo si era già detto, ma come si dice, è un tasto dolente. Non parlo di contatti giornalieri o settimanali. Parlo di farsi sentire di tanto in tanto. O come minimo, ma davvero minimo, di rispondere ad eventuali messaggi. Credete che quel gran esperto di relazioni pubbliche e management che era Gesù Cristo abbia detto “non fare agli altri quello che non vorreste facessero a voi” solo perché era buono?

Assolutamente no.

Il fatto è che era incazzato nero con qualche stronzo che non rispondeva ai messaggi e non avendo a disposizione un blog, ha messo in giro questo slogan facile da ricordare, alla Jim Morrison per capirci, in modo che si spargesse la voce. Alla fine, il mio continuare a provare a mettermi in contatto, non è altro che un desiderio di vomitare addosso al soggetto quel bolo di cui si accennava all’inizio.

Tranquilli, ho visto tutti i video tutorial del caso. Reputo l’intelligenza la vera forma di intrattenimento, senza la quale qualsiasi cosa diventa noiosa.

Mi capita di voler conoscere una persona nuova e poi, mentre parla, chiedermi perché cazzo quella volta, sua madre non se ne sia limonati una ventina invece di scoparsene uno soltanto. E’ più forte di me. Alla fine finisco col concentrarmi sul rumore delle mie palle che una volta cadute con un tonfo sordo, se ne vanno rotolando da qualche parte, stufe della conversazione. Oppure mi distraggo a tal punto che chi mi sta di fronte può essere cambiato con qualcun altro e io non darò cenni di consapevolezza. Un giorno ho assistito ad una conversazione fatta di decine di battute su quanto fosse meglio tempo fa, parlare di persona di questo o quello invece che su facebook. Tale conversazione avveniva su facebook. Roba che batte perfino i paradossi dei viaggi nel tempo.

Concludo con qualcosa di positivo, secondo le regole della comunicazione perfetta, che vede la gente cagarti solo se quello che dici conferma quello che pensa. Quindi: ma si dai, non pensarci e bevici su!

E ora qualche ringraziamento ai sempre presenti...

  • a tutti quelli che commenteranno indignati/offesi/scandalizzati/incazzati/irritati questo post non sapendo che in realtà lo stanno solo confermando.
  • a Pier che sa come cogliere l'attimo e girare il classico coltello nella classica piaga: non manchi mai.
  • a tutti quelli che non commenteranno questo post: non c'è miglior consenso del silenzio assenso.
  • a tutti quelli che hanno reso possibile questo post facendomi incazzare. Grazie di esistere.

...e ai grandi assenti.

  • la cara, vecchia selezione naturale.
  • la discriminazione intellettuale.
  • l'uso massiccio dei profilattici fin dagli anni sessanta.
  • la diffusione del pensiero.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

I am passionate about web design, new technologies and I love building websites that are simple, elegant and look professional. Not to mention absolutely beautiful.

Let's have a chat! I can help you building your online presence or business.