Life 3.0

Mi giro e mi rigiro nel letto in quel classico stato che prima o poi tutti imparano a conoscere: quando vorresti a tutti i costi dormire, ma sai benissimo che da quel momento in poi non ci sarà verso.La sera prima del giorno libero si fanno propositi tipo "domani dormo finché non mi sveglia l'ISIS", ma poi, si sa, la realtà è ben diversa. L'orologio biologico non perdona. Tutti noi ne abbiamo uno, programmato ad ore più o meno diverse, ma quando quell'ora arriva non c'è sonno che tenga. Magari ci si riaddormenta per un po' ma non sarà mai quel sonno riposante che hai interrotto poco prima. No, quello per oggi è andato.

Nel mio caso, l'orologio biologico è programmato all'ora "prima che si sveglino le mosche". Nel momento in cui apro gli occhi, anche se sono immerso nell'oscurità più totale posso scommettere sull'ora, che sarà sempre compresa tra le sei meno un quarto e le sei e un quarto.

Ore 6.07am

Ecco lo sapevo... tanto per cambiare. Ieri sera sono andato a letto all'una che sembravo Schumacher e ora sono più sveglio di un drogato di speed. Ora cambio posizione e ricomincio a dormire.

Ore 6.16am

Vaffanculo. Svariate incombenze fisiologiche e una doccia dopo, mentre mi asciugo i capelli mi ritrovo a guardare fuori dalla finestra senza pensare a nulla di preciso. Dopo aver superato il primo disappunto per non essere riuscito a dormire quanto sperato, comincio ad apprezzare il fatto di avere un intero giorno a mia disposizione. Apro la finestra e faccio entrare il vento della mattina.

Fuori è una tranquilla giornata come tante a Perth. L'aria del mare ogni tanto si fa sentire fino in città, specialmente all'alba quando ancora le macchine non hanno rovinato tutto. Decine di uccelli cantano la loro versione della mattina, gli alberi frusciano al vento e il sole splende alla mite temperatura di "apocalisse di fuoco morirete tutti".

Perfetto.

Programma di oggi: zero programma, improvviso a bomba.

In questi casi mi riprometto sempre di fare un salto in spiaggia per almeno un'ora o due. Una passeggiata sul percorso che costeggia la costa da City Beach a venti minuti da casa fino a Trigg Beach, dove sedersi su una delle panchine fronte oceano, con un caffe in mano, gli occhiali in testa per far spazio al sole e un sorriso ebete stampato in faccia alla "oggi non ci sono per nessuno".

Poi finisco sempre a sbrigare quelle cose che non riesco mai a fare perché porca troia devo sempre lavorare. Eppure prima o poi mando a fanculo tutti perché, l'ho sempre detto, io non ho tempo di lavorare.

Mi preparo un caffè e mi siedo sulla panchina che ho piazzato sul mio piccolo balcone, alla mia destra una pianta che cerco di non far morire tra mille tormenti e alla mia sinistra una Perth che piano piano si risveglia dal weekend appena trascorso. È lunedì mattina e credo di essere tra i pochi fortunati a non dover lavorare, il che rende il lunedì un giorno particolarmente gradito. Mando giù il primo sorso, appoggio la testa e chiudo gli occhi. Momento di totale relax.

Poi arriva un'email, anzi due

Tiro fuori il telefono dalla tasca e apro le email per vedere di cosa si tratta e...

piccola parentesi: nel caso in cui due email vengano inviate quasi contemporaneamente o nel caso in cui ci sia più di una email non letta, il telefono mostrerà per prima quella inviata più recentemente, quindi più nuova, seguita da quella inviata precedentemente. L'ordine corretto, quindi, per leggere le email in senso cronologico, sarebbe quello di partire da quella più in basso nella lista delle email non lette, per poi proseguire verso l'alto.

Questa piccola digressione pseudo tecnica era assolutamente necessaria per spiegare come mai, di li a poco, farò la mia prima esperienza di pre-morte, seguita da attacco di panico, seguito da mutazione di personalità da "bello bravo e buono" "furia distruttrice munita di spade di fuoco e fruste di scaglie affilate".

Prima email

Mittente: border.gov.au (immigrazione Australiana)

A questo punto, con un Visto Permanente che ancora non si fa vedere, uno potrebbe anche trovarsi nel mezzo della finale di Quiddich, ma leggendo queste parole il tempo si fermerebbe e tutta l'attenzione verrebbe concentrata su quella mail, rendendola di fatto il momentaneo centro cosmico della tua vita mortale. Il tempo si ferma, il sorso di caffè si ferma, gli uccelli si fermano, tutto si ferma.

Oggetto: la sua pratica di richiesta di Visto Permanente è stata rimossa.

Rileggo ancora. La sua pratica di richiesta di Visto Permanente è stata rimossa. Ahahahaha che scherzo del cazzo... aspetta che rileggo. La sua pratica di richiesta di Visto Permanente è stata rimossa. Rimossa... rimossa... rimossa... (leggere immaginando l'eco delle desolate pianure di Mordor).

A questo punto parte una catena di eventi:

  • il cuore fa partire una rapida successione di battiti irregolari e poi tira pacco e si spegne con un vaffanculo non ne posso più, veditela da solo.
  • Il cervello apre una serie infinita di spiegazioni possibili in tempo zero e, non trovandone una, avvia la sequenza di auto spegnimento, lasciandomi con un ultimo pensiero che suona tipo io esco da questo corpo.
  • il resto del corpo segue passivamente le leggi della fisica, in particolare quella della gravità, diventando di colpo pesante, sgraziato e floscio, mentre si lascia andare ad una forma simile ad un Barbapapà molliccio.

Già mi vedo con trenta giorni di tempo per lasciare il paese, valutando se sia il caso di disertare e rifugiarmi negli aridi territori centrali, vivendo di arbusti e iguane mentre cerco di farmi accettare come membro marginale in un branco di Dingo. Sempre che non serva il Visto anche li...

Desolato e con la vitalità di un pesce al sole mi arrendo al fallimento e con totale inerzia passo alla seconda mail. Sono così triste che qualunque cosa sia sarà comunque meglio.

brutta cera
brutta cera

Seconda email

Mittente: border.gov.au Oggetto: notifica di rilascio.

Penso al rilascio degli sfinteri occorso pochi secondi prima e mi chiedo come cazzo facciano a saperlo già. Poi però mi chiedo anche rilascio di cosa? In ogni caso, apro la mail e comincio a leggere.

Quello che segue sono praticamente tre pagine formato A4 di linguaggio burocratico che potrebbe voler dire tutto e il contrario di tutto. Il problema è che, quando l'inglese non è la tua lingua madre, devi leggere tutto attentamente prima di capire che non è importante. Non puoi semplicemente scorrere il testo per identificare il classico burocratese come se fosse in Italiano, perché non si sa mai. Specialmente non quando ti scrive l'immigrazione. Leggo tutto parola per parola e alla fine della mail ancora non so di che cazzo stiamo parlando. Ma c'è un allegato. Apro l'allegato. Leggo l'allegato.

Il Governo Australiano, vista la Legge bla bla bla in materia di sto cazzo è lieto di comunicarle che le è stato rilasciato il Visto 190 e che da oggi Lei è ufficialmente residente permanente in Australia.

A questo punto parte una catena di eventi:

  • il cuore ricomincia la sua parte ad un ritmo talmente veloce che pensavo sarebbe saltato fuori e avrebbe preso una strada tutta sua lasciandomi dietro sul più bello, in preda agli spasmi delle ultime pompate si sangue residuo.
  • il cervello rientra in campo con un bubusettete!!! pensavi davvero me ne fossi andato?! tiè beccati un po' di endorfine e non rompere il cazzo.
  • il corpo riprende una forma piano piano sempre più umanoide.
Life
Life

E poi gli occhi...

gli occhi leggono e rileggono tutto. Poi ancora e ancora. Scorrono ora lenti su ogni singola parola, ora veloci su quelle righe ormai imparate a memoria e si fermano su due parole in particolare: residente permanente. Gli occhi sono li a fissare queste parole, che un momento prima sono così nitide e un momento dopo così confuse... Lacrime di gioia e tensione che finalmente se ne va dopo anni di attesa. Una tensione che non ti molla mai, nemmeno quando ti sembra di essere completamente rilassato, ma no... in un angolo, da qualche parte di te stesso la tensione c'è sempre... perchè sai che fino a quando non sarà finita tutto potrebbe ancora succedere.

Ora è finita.

Anzi no.

Ora comincia tutto, da capo, di nuovo.

Però ora è diverso. Ora non sono più "prigioniero" di mille clausole e restrizioni. Ora posso pianificare il mio futuro davvero. Posso valutare possibilità e opportunità fino ad ora tenute in pausa, in un angolo in ombra, sperando di poterle tirare fuori più avanti. Ora è quel momento.

Mi siedo in preda ad emozioni cosi diverse che non so nemmeno come comportarmi. In preda ad una serie di automatismi bevo qualche sorso di caffè ormai freddo, ma buonissimo, rileggo la mail, sorrido, piango, sorrido ancora, apro il frigo, chiudo il frigo, giro su me stesso prima di puntare il divano, mi siedo, mi sdraio, mi alzo, esco, sento una voce dentro di me: ma ceccazzo ti sei rimbambito proprio adesso? Vedi di tornare in te prima di subito.

Quattro anni e mezzo dopo, è andata.

Torno sulla mia panchina fuori casa. Mi siedo e mando il mio sguardo il più lontano possibile, pensando che è li che voglio arrivare. Non tanto in termini fisici, ma con la mia vita che da ora sento finalmente di nuovo mia, per davvero.

Davanti a me ho due giorni liberi e non potrebbe essere meglio di così.

Il modo migliore per cominciare una vita nuova. Sorriso in faccia, altro sorso di caffe e poi rido. Rido davvero.

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