Morire oggi

Al giorno d'oggi, ti rendi conto se qualcuno di famoso schiatta, non dai telegiornali o da qualsiasi fonte di notizie, ma semplicemente da Youtube.

Se una mattina ti svegli, accedi a Facebook e ti trovi la pagina inondata di video di questo o quell'altro personaggio, significa che questo personaggio è morto.

Non serve nemmeno che ti scomodi a chiedere conferma altrove o in altri siti, è semplicemente un dato di fatto. Il fatto, cioè, che centinaia di persone dichiarano e manifestano la propria "tristezza" semplicemente postando e postando ancora video di Tizio di quando era in vita, ripreso durante l'esecuzione di quella attività che lo ha reso famoso.

Se era un/una cantante, ecco centinaia di canzoni (sperando che non ne abbia fatta soltanto una di belle...), se era un atleta, ecco le sue performance migliori, se era un attore , le scene migliori e via così.

Cazzo, mai una volta che schiatti un'attrice porno.

Questo fenomeno mi porta a fare alcune riflessioni.

Tanto per cominciare, molto spesso mi sveglio completamente ignaro dell'esistenza di Tizio, per poi apprendere della sua esistenza partendo dalla sua morte.

E' come se un giorno qualcuno ti dicesse che hai un figlio, ma che, tranquillo, non serve che sparisci nel nulla, tanto è morto.

Cioè, non hai nemmeno il tempo di dire "ah beh dai, non male come attore/cantante/atleta" che già te la devi mettere via, perchè nel momento in cui fai queste considerazioni, qualcuno da qualche parte gli sta tirando addosso secchiate di terra.

Oppure, il Tizio in questione era sì, famoso, ma nel passato. Quel tipo di passato che ha portato tutti a non cagarselo di striscio fino a quando non si è trovato definitivamente orizzontale. O ancora, di mille cose fatte, ne aveva indovinata una soltanto, per cui era diventato famoso, ma poi sparito nel nulla.

Se ci fosse una via intermedia tra la morte e un qualche tipo di aldilà e io, da morto, potessi vedere tutto questo, potrei benissimo pensare: maccheccazzo, prima ero vivo e non mi davate dieci centesimi per cantare in strada, adesso che sono un mucchio di carne benvestito, sono tornato in cima alle classifiche. Ma vaffanculo.

Questo direi. E avrei pure ragione.

morire
morire

Ma il fenomeno più interessante è quello che di punto in bianco centinaia, migliaia, milioni di persone, a seconda di chi schiatta, diventano improvvisamente tristi. E allora tutti giù a frignare su youtube, facebook, twitter o chissà quale altro social network. Eh si, perchè va bene essere tristi, ma solo online. Eccheccazzo.

Oppure, per tutti quelli che credono nell'esistenza di una qualche isola dove tutti i vip morti si radunano in segreto (praticamente la vera Isola dei Famosi), il morire potrebbe non essere altro che una trovata per tornare alla ribalta, sfruttando l'inesistente stabilità emotiva di milioni di persone, per farsi pubblicità virale gratuita.

In questo caso però, morire non è sufficiente. Bisogna calcolare diverse variabili come, ad esempio:

il momento giusto.

Metti che nel momento in cui schiatti tu, esploda un altro fenomeno, vivo magari, che oscuri completamente la tua morte. Saresti morto invano, vero o presunto tale.

Oppure peggio, organizzi il tutto, muori e la gente inizia a disperarsi online, come previsto, condividendo a ripetizione le tue opere migliori, fino a quando arriva l'imprevisto: qualcun altro tira le cuoia subito dopo di te, diventando di diritto il nuovo fenomeno del momento, quello che si prenderà tutti i post disponibili. Anche in questo caso saresti defunto per un piffero.

Perchè poi, indipendentemente che Tizio sia a dar da mangiare ai lombrichi o semplicemente a sollazzarsi in spiaggia sull'isola segreta, il percorso è irreversibile. Non è che un giorno, vedendo che il tuo piano di gloria è andato a puttane, puoi tornare e dire: ehi  gente, eccomi qui, era tutto uno scherzetto, tanto per divertirsi, tutto ok. 

Se Tizio facesse una cosa del genere potrebbe passare da morto online a morto per davvero.

E anche in questo caso, i milioni di video su facebook o youtube, continuerebbero ad essere una pagliacciata, ipocrita, superficiale e bacata manifestazione di una brutta-copia di emotività, un malsano senso del lutto, del rispetto e della condivisione della perdita di una persona vera e non solo delle sue canzoni, film o chissà che altro.

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