Natale in Australia

Natale in Australia è strano. Lo era il Natale del 2011, il mio primo Natale in Australia, e lo è ancora nel 2016, il quinto che passo da queste parti. Insomma, è estate piena, fuori soffia il Drago Cosmico e quella poca aria che gira serve solo a farti sentire in un forno ventilato.

A questo aggiungi decorazioni con finta neve ovunque, finti abeti di Natale e decorazioni posticce che richiamano alla memoria giornate gelide, sotto strati di vestiti e passate al chiuso in compagnia di famiglie, amici e parenti mai visti prima.

Quest'anno, la maggior parte degli amici che ho sono a Sydney, rientrati in Italia o in giro per l'Asia. L'unica famiglia che mi ritrovo è una adottiva, presso la quale sono stato accolto e nutrito con generose quantità di pasti caldi e non.

Inoltre, questo per me è un periodo "off", di ferie, fino al 3 Gennaio. In questi giorni ho in programma di fare assolutamente niente, intervallato da scrivere questo post, andare in spiaggia appena posso, andare a correre e in palestra, camminare al parco dietro casa e dedicarmi al relax totale. Insomma la vita di un settantenne agli ultimi giorni di vita.

A migliorare il tutto il fatto che Perth in questo periodo dell'anno e per la maggior parte di Gennaio, praticamente si spopola. La gente infatti migra verso Bali, Thailandia o altre località più lontane dalla city; prime tra tutte Margaret River, seguita a ruota da Albany, Esperance e cosi via a nord e a sud di Perth.

Semplicemente ottimo.

Garden Island WA
Garden Island WA

Natale a lavoro

L'ultimo giorno di lavoro ufficiale, prima del break natalizio è stato il 23 Dicembre. In realtà nessuno già faceva un cazzo a partire dal 15. Tra feste di lavoro a base di un intero bowling noleggiato, pasti offerti e open bar a disposizione di tutti, il recupero da tale occasione mondana ha impiegato la maggior parte dei successivi tre giorni, fino al weekend. Rientrati il lunedì dell'ultima settimana già si respirava aria di fancazzismo e rilassamento spinto. I meeting cominciavano misteriosamente a slittare, le scadenze posticipate al "prossimo anno" e nuovi progetti relegati al "ne parliamo quando rientriamo". Morale della cosa, Lunedì Martedì e Mercoledì sono stati meno produttivi di una battuta di pesca in un bosco.

L'ultimo giorno, come se già due party aziendali non fossero abbastanza, ecco scattare il pranzo di Natale nella sala meeting. Pietanze tipiche natalizie: barbecue, insalatone di calamari, birre a volontà, cocktail di frutta e spumante.

Uscirò dall'ufficio con un buono regalo di $150 dollari da spendere in una gastronomia, due bottiglie di vino e un libro gentilmente offerto da qualcuno di molto intelligente che ha pensato bene di non sperperare venti dollari in qualche regalo del cazzo che verrebbe cestinato in una fornace dopo tre giorni a far finta di apprezzarlo.

Preciso meglio: il libro l'ho comprato io e ho fatto in modo che mi venisse regalato durante il gioco di Secret Santa.

Regole di Secret Santa:

  • ogni partecipante compra un regalo entro un budget prestabilito;
  • tutti i regali vengono anonimamente lasciati in un punto della stanza;
  • ad ogni partecipante viene assegnato un numero che stabilisce l'ordine in cui si sceglierà il regalo dalla mischia;
  • una volta aperto il regalo, se non è di proprio interesse o fa proprio schifo, il partecipante può scegliere uno qualsiasi dei regali in possesso agli altri partecipanti;
  • il più avvantaggiato di tutti è l'ultimo in quanto può decidere di cambiare il proprio regalo con uno qualsiasi degli altri;

Come partecipare a questo gioco e portarsi a casa il regalo che hai comprato tu stesso:

  • comprare qualcosa che ti piace, ma che sai benissimo essere di scarso interesse per tutti gli altri. Nel mio caso un libro scritto da ex agenti della CIA su come estorcere la verità ed usarla a proprio vantaggio ("usarla a proprio vantaggio" l'ho aggiunto io...); in linea di massima a questo genere di occasioni i libri sono considerati non bene accetti, venendo invece scartati a favore di cianfrusaglie senza alcuna utilità o oggetti di bassa lega, pessima qualità e dubbio gusto; questo per me rappresenta un mistero insormontabile.
  • appena qualcuno pesca il tuo regalo esprimi ribrezzo per assecondare l'umore comune di delusione; questo ti renderà parte del branco e farà sentire il malcapitato che ha beccato il libro come un appestato che deve sbarazzarsi di carne infetta il prima possibile;
  • concentrare questo processo su chiunque riceva il tuo regalo ogni volta che viene scaricato ad un'altra persona;
  • alla fine del processo di scambio, chiedere di dare un'occhiata al libro "tanto per curiosità e capire come sia possibile regalare un libro del genere a queste feste spensierate". Esprimere solidarietà.
  • Appena prima di restituire il libro, accennare che forse un tuo lontano parente o amico non meglio identificato, potrebbe in effetti apprezzare tale lettura, aggiungendo però di non esserne assolutamente certi. Esprimere comunque un apprezzamento per il libro con un "in effetti non è proprio malaccio... io questo lo leggerei pure..."
  • A questo punto, insinuata speranza, accennare al fatto di non sapere che farsene di una coperta da picnic...
  • Sorridere mentalmente all'offerta di scambio regali, ma non mancare di sottolineare che accetti quel libro "solo perché lui/lei è lui/lei e che sicuramente lo regalerai a tua volta perché dai chi cazzo legge sti libri.
  • Declinare con eleganza i profusi ringraziamenti.
  • Tornare a casa soddisfatto con il regalo che ti eri scelto qualche ora prima e che non vedevi l'ora di leggere.

Questo in aggiunta alla lettera che finalmente, dopo sei mesi di prova, mi conferma in una posizione di contratto permanente e due pagine di commenti positivi da parte di tutti i manager con cui ho lavorato in sei mesi.

Perfetto.

get the truth
get the truth

Natale in Famiglia

In questo caso, segnalo un non pervenuto. O meglio, non esattamente nel vero senso della parola. Causa sedicimila chilometri di distanza ho dovuto tirare pacco al Natale in famiglia, quella vera. Tuttavia, sono stato ospite di una famiglia di amici che vive qui da circa tre anni. Anzi, lui vive qui da circa tre anni, mentre moglie e tre figli lo hanno raggiunto dopo un anno passato in avanscoperta a cercare di trovare uno sponsor per una vita migliore. A 42 anni. La dimostrazione che forza di volontà, atteggiamento, coglioni e controcoglioni alla fine possono anche spuntarla su gufi, condizioni avverse e agenti di immigrazione che sconsigliano la partenza (storia vera).

Arrivo alle sei con completo di bottiglie e fiori in regalo e me ne vado alle due completo di una pancia aggiuntiva in supporto alla mia che non ce la faceva più e un senso di appartenenza ad un nucleo di persone che fino a tre anni fa non conoscevo minimamente. Mi sento pure dire che ormai sono "di famiglia". Grazie mille, apprezzo davvero.

Natale in Australia

Natale in Australia è e rimarrà sempre strano per me. Già di base non è che senta il clima natalizio, optando più per un atteggiamento critico verso tutto questo teatrino di luci, lucette, stelline, stellette, alberi morti o di plastica, gente in crisi nervosa da regalo, corsa alla spesa più azzardata, alla vacanza più in, al "buoni a tutti i costi, ma vaffanculo all'immigrato", al Merry Christmas che ormai scassa la minchia, abbreviato in Merry Minchia. Inoltre, qualunque cosa sia, mancando il freddo e la neve, i cappotti e le sciarpe, gli spritz e i vin brûlé, pandori, panettoni e cioccolate calde, non si fa certo sentire come quando lo si festeggia in Italia.

Sia quello che sia, in fin dei conti è un'occasione come un altra per stare con chi ti è caro, siano essi famigliari e amici di una vita, o famiglie adottive e amici di pochi anni.

E non conta nemmeno che sia Natale, Capodanno, Ferragosto, Australia Day, Giorno del Sole, Festa di Odino e Giorno del dio dei draghi incantati nella foresta infuocata. Questi sono solo nomi che vanno e vengono a ciclo continuo.

Sono quelli che ti vogliono nelle loro vite che restano.

Merry Minchia a tutti.

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