Ospedale per giovani

Alzi la mano chi di voi non ha mai avuto bisogno di andare in ospedale o al pronto soccorso.Come immaginavo. Nessuno. Ora, alzi la mano chi di voi si è divertito ad andare in ospedale o al pronto soccorso. Come immaginavo. Nessuno.

A mio modo di vedere qui c’è una bella lacuna da colmare.

Pensaci un attimo, non solo ti sei fatto male o ti beccato qualche disagio (però che figata di weekend...), ma devi anche essere mortificato da un sistema sanitario che prevede tutto tranne che farti passare una bella esperienza. Nessuno, infatti, dopo un ricovero in ospedale intrattiene gli amici con i dettagli di quei giorni o quelle ore al pronto soccorso. Al contrario, probabilmente la stessa persona finirà con l’andare in contro ad un altro ricovero, adottando comportamenti rischiosi e promiscui proprio per dimenticare quella brutta esperienza, aumentando così la possibilità di ritornare al punto di partenza: in ospedale.

L’intera struttura ospedaliera e tutto il sistema deve quindi essere riconfigurato, a partire dal primo punto cruciale: separazione dei giovani dagli anziani. È quindi assolutamente necessario creare ospedali esclusivamente per giovani, a partire dal pronto soccorso.

Pronto Soccorso

Diciamoci la verità, il Pronto Soccorso, in realtà, non è pronto manco per il cazzo. Arrivi in accettazione con il problema di turno e gli scenari possibili sono due, uno all’estremo dell’altro:

  1. Invasione di massa di un migliaio di anziani, età media novantasette anni, tutti con malanni che portano avanti da sempre e senza l'ombra di miglioramenti o peggioramenti; semplicemente il sintomo principale è che... sono vecchi; metà di loro sono li solo per la compagnia e per l’aria condizionata. Un’altra fetta per avere qualche attenzione. Alcuni entrano per sbaglio per non uscirne più. Altri sono stati parcheggiati lì da figli che non possono permettersi la retta dell’ospizio e, quindi, due o tre volte alla settimana li lasciano in accettazione, sicuri che passeranno almeno dieci ore tra quando capiranno di essere chiamati e l'aver finito le visite. Se poi vengono ricoverati, per puro caso, i figli si tolgono un peso per qualche settimana o qualche mese. Ti rassegni quindi ad aspettare dalle sei alle dodici ore.
  2. Accettazione deserta. Non c’è nemmeno il personale, finito chissà dove a gestire qualche urgenza alla macchina del caffè o a far sesso in cambio di una carriera migliore. Aspetti a pacchi di mezz’ore e quando finalmente qualcuno ti caga, ti viene chiesto “quanto fa male da uno a dieci?” rispondi otto e ti senti dire “mmmm… diciamo tre”. Guardi attraverso il vetro come se vedessi un corpo estraneo a questo mondo e poi ti rassegni ad aspettare dalle sei alle dodici ore.

Non va bene.

Il pronto soccorso deve essere modificato e adattato alle esigenze dei giovani. Deve diventare Prontissimo Soccorso.

Il giovane non ha tempo per aspettare a cazzo. La batteria dell’iphone si scarica velocemente, la festa che ha abbandonato procede senza di lui/lei e quel flirt tanto atteso non aspetta nessuno.

Quindi: ti fai male? Ok, può succedere. Allora bisogna fare in modo che quando entri al Prontissimo Soccorso, vieni accolto immediatamente, ti sistemano e rimandano a casa nel più breve tempo possibile. Se proprio l’attesa dovesse essere più lunga del previsto, causa altri giovani bisognosi, allora il tutto deve essere adatto a rendere le ore piacevoli. Parola d’ordine in questo caso: intrattenimento.

Diciamo basta, basta, basta alle solite macchinette di schiacciatine alle olive, pandorini del cazzo e caffè stantii. Largo a distributori di aperitivi, drink e antipasti. I monitor ai muri devono smetterla di trasmettere i telefilm di canale cinque tipo Carabinieri o Don Vaffanculo Camillo e dare spazio a serie tv di qualità, magari a tema: Grey’s Anatomy o House, per esempio. A disposizione dei giovani, inoltre, postazioni internet con iPad, playstation o computer, per esigenze più specifiche. Per tutti, previa richiesta, la possibilità di ottenere cuffie insonorizzate per godere della propria musica o chiamate Skype senza dover per forza interagire con altri essere umani con argomenti banali o sorbirsi fastidiosi lamenti di dolore. Infine, all’entrata del Prontissimo Soccorso, devono essere presenti contenitori di antidolorifici gratis e liberamente utilizzabili a prescindere dal problema, perché porca troia, se sono lì vuol dire che da qualche parte avrò dolore no?

In caso di ricovero

Se il giovane dovesse avere bisogno di un’ambulanza, l’uso della sirena sarà obbligatorio a prescindere dall’urgenza. Che sia una corsa sfrenata verso l’ospedale o un tranquillo trasferimento attraverso il centro cittadino, la sirena accorcerà i tempi o aumenterà la visibilità. Il tutto a beneficio dei profili social e aumenti di popolarità in classe o in ufficio. Se invece il ricovero dovesse essere deciso dopo una visita del Prontissimo Soccorso, allora la cosa dovrà essere comunicata a modo e lasciare il tempo necessario di organizzarsi per recuperare quattro stracci. Non è che si può stare una settimana senza uno shampoo o vestiti di una vestaglia da sala operatoria.

In ospedale, vietate in tutti i modi le camerate multi letto in stile lazzaretto ai tempi della peste. Non esiste che già sto male e devo condividere il mio spazio privato con sconosciuti che potrebbero giudicarmi su Facebook in tempo reale, per non parlare di esporre le ragazze fighe alla derisione pubblica su youtube mentre si lasciano andare nel sonno in un peto lungo come una compilation di Cafe del Mar.

Inaccettabile.

Stanze rigorosamente singole, con scheda d’accesso elettronica personalizzata, condivisa solo tra paziente e personale medico.

Ecco, il personale medico, appunto. Basta con infermiere a cavallo di quella linea che separa il maschio dalla femmina. A volte sei talmente in dubbio di sbagliare sesso che per essere sicuri usi il pulsante di chiamata anche se l’infermiera/e (?) è nella stessa stanza.

Il personale deve essere bello. Punto.

Attenzione anche alla temperatura della stanza, tarata ad un livello ottimale. Basta a temperature in stile “tempesta di ghiaccio” che costringe all’uso di sette coperte e, di conseguenza, all’impossibilità di muoversi o di usare il cellulare senza congelarsi le mani. Caldo temperato, umidità monitorata e un gradevole profumo di club esclusivo. Scontato il bagno in camera, con doccia.

In caso di ricovero per stato di ebbrezza, il personale sarà accogliente e non giudicante, ben consapevole che oggi tocca al giovane paziente e domani potrebbe toccare al giovane medico. Ci siamo passati tutti.

Visite specialistiche

Sempre urgenti. Vogliamo capire che il giovane non ha tempo di aspettare ore nella desolazione di un corridoio freddo, in mutande sotto un lenzuolo ruvido? Cerchiamo inoltre di evitare domande del cazzo tipo dove ti fa male? o qual’è il problema? Cioè, chi è il medico? E poi, cazzo, non sai leggere quelle due carte attaccate al letto? Al limite troverai tutto, comunque, su Facebook già da qualche ora. Il personale deve fare domane sensate, interessanti e di tema diverso dal mero ambito medico, altrimenti non si può distrarre un giovane alle prese con l'aggiornamento dei vari social e in contatto con diversi amici contemporaneamente. Benvenuti i flirt ovviamente, nel qual caso il/la giovane potrà scegliere di lasciar passare avanti altri giovani per coltivare quella cotta inaspettata.

Il personale inoltre deve essere empatico. Imperativo dare per scontato che il giovane da uno a dieci soffre sempre dieci e quindi agire di conseguenza, con tempestività e sensibilità, altrimenti al giovane sale il crimine.

Nel caso il giovane abbia subito una ferita, più o meno grave, l’anestesia totale sarà altamente consigliata. In questo modo il giovane non solo non avvertirà il minimo dolore, ma il tempo volerà via in un battibaleno. Si richiede inoltre l'uso di cerotti e bende con marche e brand in voga, in modo da non disturbare un look curato nei minimi dettagli e alla moda. A nessuno piace vedere una gnocca in minigonna e tacchi, con una benda in faccia e dei ciuffi di cotone intorno alla testa. Così come non fa piacere vedere un figo da paura con jeans tagliati per far posto al gesso, da cui spunta un alluce sporco di tintura giallognola.

Lunga degenza

Qui il giovane potrebbe mostrare segni di cedimento e lasciarsi andare ad un rigenerante crollo psicotico. Al giorno d’oggi niente dura più di una canzone estiva, per cui al sentire “lunga degenza” il giovane potrebbe vedere infranti diversi progetti della massima importanza: vacanza ad Ibiza/Barcellona, rave clandestino, compleanno in disco con tavolo omaggio - bottiglia omaggio - troia omaggio, estetista, palestra, aperitivi vari e relazioni multiple. Tutto a puttane. Di conseguenza, in questo caso tutto deve essere predisposto in maniera tale da sopperire almeno in parte al disagio. Per questo motivo è necessaria la presenza costante di un team di supporto fisso, formato dalle seguenti figure:

  • Psicologo per affrontare il dramma (uomo o donna a richiesta);
  • Digital Media Assistant per documentare i progressi del giovane, postare tutto sui social e tenersi in contatto con amici e supporters;
  • Almeno un nerd per compiti arretrati e tesine varie, documenti di lavoro o pratiche burocratiche; utile anche come bersaglio su cui sfogarsi in caso di attacchi di rabbia repressa;
  • Assistente per necessità dell’ultimo minuto, quali ricarica cellulare, qualche acquisto, organizzazione eventi per il giorno delle dimissioni e languorini improvvisi.

Previste pizze a domicilio nei weekend, quando la solitudine del giovane sarà particolarmente avvertita. Se le condizioni mediche lo permettono, saranno permessi anche un paio di drink. Tablet, telefoni e computer ammessi ventiquattro su ventiquattro e sette giorni su sette. I giovani non credono più alla cazzata dei campi magnetici. Ci mancherebbe poi che un giovane rimanga fuori dal mondo per qualche settimana, per non parlare di qualche mese. Sarebbe l’equivalente di un esilio nelle terre di nessuno o, peggio, di un guasto ad internet.

Almeno una persona amica o un partner sarà sempre ammesso in qualsiasi momento; in caso di flirt col personale medico o di partner segreti in visita, personale altamente qualificato si occuperà di allontanare il partner ufficiale con scuse mediche molto plausibili.

Infine, i medici dovranno preoccuparsi di prescrivere medicine efficaci e, soprattutto, buone. Finita l'era del manda giù che fa bene. Un giovane deve poter gustare e apprezzare anche una medicina.

Design e ambiente

Prima di tutto, assolutamente vietati in maniera ossessiva tutti quei poster del cazzo che mostrano gente morta o in decomposizione, bocche aperte con denti messi a caso o parti mancanti e arti sanguinolenti. Non esiste che un giovane sia esposto ad immagini di malattie mortali o, peggio, malattie brutte.

Avanti tutta a poster colorati e con tematiche in voga: consigli estetici, esercizi tonificanti e liste tipo “dieci modi per farlo/a impazzire mentre è in ufficio” o “come usare valium e citrosodina per mojito antidolorifici”, classifiche delle posizioni sessuali in voga, metodi contraccettivi sperimentali e diete low carb.

Faretti e punti luce studiati da esperti dovranno essere presenti negli ambienti, per fornire una luce gradevole e indiretta. Nessun giovane vuole arrivare con mezza faccia ustionata o messo a novanta dopo "essere caduto su una cassa di carote" sotto le luci rivelatrici di mille neon bianchi, soprattutto nell’era degli smartphone e di youtube.

All’ingresso, personale di sicurezza formato da ex-atleti si occuperà di tenere alla larga vecchi con intenzioni malsane, grazie anche all’ausilio di cani anti-pannolone. Il servizio dei pasti sarà infine affidato a personale bello, come modelli, modelle, attori e attrici in attesa di sfondare. Il lasciarsi andare a interazioni di carattere più o meno esplicito sarà a totale discrezione del personale e in nessun modo vietato da noiosi regolamenti interni che vedrebbero frustrare un sano desiderio proprio dei giovani.

Dimissioni

Il medico responsabile del team che si è occupato del giovane si metterà a completa disposizione per un periodo di tempo più o meno lungo, ma minimo per un’ora. Durante tale consultazione il medico fornirà una serie di spiegazioni e si sincererà che il trauma del ricovero sia superato e il dramma sia un ricordo del passato. Un dovere del medico sarà quello di fornire dritte e consigli su come ingigantire ulteriormente la malattia attraverso l’uso di termini medici astrusi, in modo da impressionare parenti e amici e ottenere così attenzioni extra dopo il rientro a casa.

Prima del rientro, il medico dovrà inoltre fornire spiegazioni chiare e comprensibili al paziente, altrimenti al giovane, come si sa, potrebbe salire il crimine ed essere vittima di ricadute.

Dopo una bella foto ricordo con tutto lo staff medico e lo scambio di numeri e profili Facebook, il giovane sarà pronto per essere accompagnato a casa con una macchina (bella) fornita dall’ospedale. Anche in questo caso l’uso della sirena sarà obbligatorio, per annunciare a tutti il gran rientro, postare video e foto sui profili social e avvertire acusticamente chi sta aspettando a casa, in modo da sincronizzare un trionfale “bentornato/a”.

Una volta a casa, il giovane si sentirà finalmente sollevato dopo la terribile avventura, ma si preoccuperà di fornire feedback, votazioni e commenti espliciti e maliziosi sullo staff medico, che a discrezione potrà entrare nelle discussioni e, chissà, far sbocciare nuove relazioni, pronte per essere consumate ad un nuovo, eventuale ricovero.

Se anche tu sei dell'idea che questo sia il minimo indispensabile per migliorare il sistema sanitario, probabilmente sei tra quelli che hanno subito un trauma in uno degli ospedali "comuni" oggi in uso. Per un futuro migliore stampa e diffondi questo articolo, in modo da sensibilizzare le autorità e far costruire subito un ospedale per giovani. In fondo pensaci... Potresti farti male da un momento all'altro.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

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