Sbirri

A volte mi chiedo se non valga davvero la pena vivere in un foresta o sopra una montagna, mangiare soltanto insetti e preoccuparsi che pidocchi e pulci rimangano confinati alla testa, senza estendersi ad altre zone più sensibili.

Una vita semplice insomma, fatta di natura, relax, tempo a non finire e mosche assortite.

Senza iphone, internet, lavoro, curriculum da inviare, documenti da preparare, bollette da pagare, macchina, vestiti e spesa da pagare.

Niente.

Soltanto io in una gonna di paglia e rami secchi, una collezione di teschietti a mo di collana e tre quarti del regno degli insetti in testa. Qualche pustola, d'accordo, ma nient'altro. Qualche dente marcio, e va bene, ma stop. Un tramonto, una spiaggia, un'iguana arrosto ed io. Stop.

Trascorrere le giornate a vagabondare senza meta e senza scarpe, senza niente di preciso da fare e senza mai essere né in ritardo né in anticipo. Vivere di quello che passa Provvidenza (il nome che darei al mio arco) e dimenticare il significato delle parole stress, impegni, obblighi, regole, leggi, restrizioni, soldi, banche, politica, società.

Più che senzatetto, un senzatutto.

Ero perso in questi pensieri guardando fuori dalla finestra con occhi sognanti senza vedere niente di preciso, quando il luccichio di mille luci rosse e blu mi distrae dai massimi sistemi e mi riporta in questa realtà terrena.

Una volante della polizia entra piano nella mia via. Rallenta ancora. Si ferma dietro una macchina.

Tiro fuori treppiede, luci di scena, sedia da regista, chiamo qualche comparsa e piazzo 360 telecamere ad alta risoluzione tutt'intorno alla zona. Voglio essere la prossima star di youtube con gigamilioni di visualizzazioni di poliziotti infami che combinano qualche cazzata. Ci siamo, ci siamo... dico ad un me stesso già sognante. Finalmente avrò migliaia di follower e potrò dire di essere arrivato!

Osservo tutto in silenzio.

I poliziotti rimangono per un po' in macchina a parlare alla radio e tra di loro. Scendono. Girano intorno alla macchina di fronte alla loro, guardano dentro e si guardano intorno circospetti.

Ora tirano fuori le pistole, sparano ai finestrini e un proiettile vagante uccide qualche vecchia di passaggio... Sisisisisisisisi!!!! daidaidaidaidaidai!!! mando tutto a Studio Aperto e ho vinto. Anzi, mi chiameranno pure in collegamento da Amici o simili. Dico qualche stronzata, mi commuovo in diretta, per finta s'intende, mica mi frega un cazzo, faccio piangere una camionata di casalinghe e bigotti assortiti e bum. Stop. Finito. Addio lavoro di merda. Mi godo il compenso di Rai/Mediaset e stop. Mi ritiro nella foresta di cui sopra. 

Per stare sul sicuro metto pure un annuncio su Facebook:

cercasi urgentemente, adesso, subito, tre minuti fa, almeno dieci sfigati che non abbiano niente da fare se non commentare polemizzando ad ogni articolo del Fatto, in particolare quelli molto, molto frustrati. Se per caso tu che leggi sei uno di quelli che hanno criticato la Cristoforetti allora sei il tipo ideale... Per favore, contattami entro i prossimi cinque minuti che ho un lavoretto per te. Si tratta di fare da testimone ad un'azione di polizia e poi passare le tre settimane successive a commentare su Facebook con frasi da minorati mentali, bigotte, razziste e ragionamenti a livello Uomo di Cro-Manyon. Pagamento con ingressi omaggio al Cocoricò.

Attendo speranzoso e continuo ad osservare la scena.

Di pistole, intanto, nessuna traccia.

Ad un certo punto uno degli agenti apre il baule della macchina e si accinge ad estrarne qualcosa. Già mi immagino una torretta mitragliatrice automatica che spari a caso creando scompiglio. O un manuale di "Da passante a morto stecchito. Teorie e tecniche per far passare una morte ovvia per un mistero totale, 75sima edizione".

Ma niente.

Il poliziotto estrae una piccola borsa da cui prende qualche attrezzo, ne passa un paio al collega e insieme si posizionano uno di fronte e uno dietro alla macchina in questione. Poi smontano le targhe.

Eccoporcatroiacisiamo adesso scoppia il finimondo. 

Sparo musica Dubstep e metto le telecamere in slow-motion per cogliere tutti gli attimi della battaglia. Questo è quello che registro:

  • cinguettio di qualche uccello e fruscio degli alberi;
  • un paio di macchine di passaggio che non rallentano;
  • un vecchietto arriva, passa e se ne va senza alzare la testa;
  • lo scarico del cesso del vicino di sotto;

Non è possibile.

Perchè non vedo gente in strada a rompere i coglioni agli sbirri?! 

Poi il colpo di scena: una anziana signora esce di casa e si avvicina agli agenti.

Perfetto, adesso questa come minimo apre bocca e gli agenti rispondono a legnate e testate in bocca. Non vedo l'ora di leggere i giornali domani: "Anziana accoglie agenti in casa. Trovata morta. La Polizia parla di incidente", "Agente coinvolto: trovate armi di distruzione di massa" "un passante: brava signora ma spacciava". 

Non succede niente di tutto ciò.

Ad un certo punto tutti e tre chiacchierano allegramente e ridono. Felicità. Armonia. Più in la un arcobaleno. Pappagalli in formazione. Eden.

Mavvaffanculovai.

Ma come?! Possibile che nessuno scenda in strada a protestare? Dove sono donne lamentose alle finestre che dovrebbero tirare pannolini pieni e profilattici usati alle forze dell'ordine? Dove sono le urla e le imprecazioni contro gli agenti? Dove sono le persone a peso morto a fare da ostacolo agli arresti? Ma dove cazzo viviamo? È mai possibile?

Mi guardo intorno sospettoso anche della mia stessa ombra.

Tre giorni prima

Guido baldanzoso e sereno, musica a palla ma non troppo, ghigno beffardo, tettuccio aperto e faccia cazzoseicazzovuoi. Occhiale da sole d'ordinanza. Tacche truzzaggine al massimo. Io sono io e voi non siete nessuno. Bullismo puro. Strada ingombra di mezzi di ritorno dal solito turno. Poco spazio tra le macchine e molti semafori. Sole basso di fronte a me, perfettamente orizzontale, mi entra in macchina fregandosene di lenti a specchio e aletta parasole. Da qualche parte, tra poco, so che devo girare a destra, ma non vedo nemmeno il volante che ho a trenta centimetri, figuriamoci le strisce per strada. Mi guardo intorno spaesato all'interno della macchina, come un pilota cerca un missile nemico. Dove cazzo devo girare? Meglio spostarsi sulla corsia di destra così appena mi avvicino alla svolta me ne accorgo.

Passa la svolta, io tiro dritto.

cazzo dovevo girare a destra!! a destra!!

Musica alta, tettuccio aperto, occhiale a specchio e sorriso del cazzo vengono con me in corsia contraria, dopo la mia svolta ormai lontana.

E all'improvviso un immigrato in corsia contraria con Eminem a bomba e panico a pioggia.

Cento metri, duecento metri. Metto la freccia e allo stesso tempo apro una vela con scritto #pleasehelp. Abbaglianti si avvicinano dall'altra parte. Mi butto sulla sinistra arrogante. Qualcuno frena. Rientro in senso di marca. Andata. Tutto a posto.

Lampeggianti.

Accosto, abbasso il finestrino, attendo la carica dello Stato.

All'improvviso mi compare davanti una telecamera gigrandissima.

salve siamo di Channel 9, quelli dello show sugli sbirri, se per lei va bene la riprendiamo ok? thanks mate... - ehm... maccheccazz... chicosacomequandoche?

Buonasera signore, sa perché l'abbiamo fermata? - ehm... immagino sia per la performance poco più indietro... - esatto... che spiegazione ha? - dunque... detta cosi sembra una cazzata... - provi comunque - allora, abito in zona e conosco questa strada come i tasti della playstation, tuttavia, oggi avevo il sole particolarmente in faccia e non ho visto la svolta. Mi sono così ritrovato costretto a tirare dritto in corsia contraria per evitare di entrare nella scuola poco indietro e fare cacao. Alla fine, messa così, ho salvato svariate generazioni avvenire...

Secondi di silenzio

- Signore, indossa gli occhiali da sole... - eh lo so... che storia eh? - ha bevuto? - assolutamente. - assolutamente cosa? - assolutamente no. - ok. le facciamo comunque il test d'accordo?

Ok. Il test era negativo e nonostante l'infrazione grave non procederemo. Per favore guidi con prudenza. - Grazie mille agente. - Buona sera. - A lei.

Dietro una finestra, nel condominio di lato

Maputtanadiquellaeva. Non è successo un cazzo di niente!!! Mi aspettavo di vedere l'immigrato tirato fuori dalla macchina direttamente attraverso i vetri del finestrino abbattuto con il taser e incatenato a forza per poi essere lanciato nel bagagliaio. Stridio di gomme e chi lo vedrà mai più. Titoloni dei giornali "Emergenza immigrati. Terrore per le strade", "Maggioranza: chiudere le frontiere con i muri di Pacific Rim. Opposizione: servono solo più robot" "Papa: i robot di Pacific Rim sono come noi"  "Grillo: I robot di Pacific Rim sono morti". Invece nulla!!! Questo viaggia brillante in corsia contraria e gli sbirri si fanno una chiacchierata?? Ma in che Paese viviamo???

Ora, davanti alla mia finestra

Gli agenti se ne sono andati e fuori tutto tace.

Ritorno a guardare di fronte a me, lo schermo bianco del computer mi illumina la faccia e il cursore attende qualche idea. Oggi sono deciso a scrivere il nuovo post altrimenti la folla inferocita se la prende con la mia famiglia.

Si ok ma cosa scrivere?

Comincio a battere sui tasti e penso che di li a poco, qualche idea dovrà pur venirmi. Partiamo con quello che penso:

Dunque, a volte mi chiedo...

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

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