Supermercato per giovani

Supermercato per giovani

L'aria è stantia e fa caldo.Cerco di sistemarmi meglio nel piccolissimo spazio a mia disposizione, muovendomi di pochi millimetri nel tentativo di recuperare un po' di circolazione, ma niente, sono costretto ad attendere. Il bus attraversa la città ad una velocità tale che definirla velocità sarebbe come dire che Pistorius è in gamba. Suonerebbe troppo male.

Schiaccio la faccia contro il finestrino per riuscire a vedere l'arrivo della fermata e quando finalmente arriva il momento mi appresto a scendere, ansioso di lasciarmi alle spalle quell'ambiente saturo di odori. Dopo due metri e quattromila spintoni, arrivo davanti alla porta centrale del bus, pronto a scendere all'aprirsi della prima fessura. Il bus si ferma, sento il classico rumore dello sfiato d'aria e poi il rumore della porta. Già mi vedo libero sotto il cielo a respirare smog. Non posso aspettare oltre. Faccio un passo quando all'improvviso succede l'imprevedibile.

Due orde di vecchi meschini e ostili da una parte spingono per salire e dall’altra per scendere. Io, nel mezzo, ad osservare colli marcescenti a due centimetri, intravedendo sondini nasali, fazzoletti colmi di verde e il classico odore di tempi andati. Andati nel senso di marci. Dovevo uscire di li.

La mia pazienza era già compromessa dopo la lugubre esperienza del fare la spesa, anch'essa svoltasi in mezzo ad un esercito di mummie.

È in questo momento che la mia mente escogita l'unico sistema per proteggersi prima di crollare: un completo ritiro su se stessa e l'attivazione di una modalità semi-autistica. In questo stato di isolamento, in compagnia di me stesso, cerco di tenermi saldo e vigile. Allo stesso tempo, per tenere impegnata una mente provata e barcollante, arrivo a mettere a punto un progetto che non appena arrivo al potere avrà priorità massima:

il supermercato per soli giovani.

Il dettaglio a cui arrivo è notevole e alla fine ho presente tutto nei minimi particolari:

  • Carrelli: più piccoli per privilegiare la manovrabilità e la velocità. Un giovane non farà mai la spesa per un mese quindi non serve a un cazzo un carrello enorme. Soprattutto perché sarà usato propriamente e non per reggere un corpo che se ne sta andando come un vampiro al sole. Dovrà avere una porta usb per ricaricare smartphone/tablet, cosi che mentre manovro posso parlare con i miei amici, aggiornare Facebook, Twitter e magari dare un’occhiata alle ultime news su youporn. Pericolosamente inammissibili carrelli non previsti, tipo a forma di un qualunque animaletto del cazzo e/o macchinina e/o casetta.
  • Corsie: ampie e spaziose, con scaffali che espongono massimo due tipi di cibo: light e normale e per ogni tipo massimo tre marchi. Il giovane comprerà solo quello con il marchio più conosciuto o esteticamente più gradito. Non starà a rompersi il cazzo con calcoli astratti per risparmiare due euro di merda da spendere in pannoloni.
  • Bancone salumi: basta ai milioni di tipi di salumi con micro-differenze e soprattutto basta agli addetti stronzi che quando ti chiedono cosa vuoi e tu gli dici un etto di crudo, loro ti chiedono crudo come? Tagliato come? Di che parte? Ma che cazzo ne so, dammi un etto di crudo e basta! Deve essere scontato che lo voglio magro e buono! Lo sanno tutti che uno si limita a tirare a caso o a copiare quello che ha detto il tipo prima di lui. Un po’ come col vino al ristorante: milioni di vini e poi al momento dell’assaggio tutti intenditori. Magari è Tavernello con parti di piscio. E poi, chi cazzo conosce tutte le differenze? massimo cinque affettati e stop. Altra cosa: se dico un etto deve essere un etto. Non che metti un etto e otto e mi chiedi lascio? ma lascio sto cazzo, quei tre euro mi servono per lo spritz.
  • Ambiente: musica di sottofondo diversa a seconda dell'ora. Se è mattina allora andrà bene della buona ambient o magari quei cazzo di dischi con i suoni della natura. Se è pomeriggio del soft jazz, mentre dalle sei in poi la top chart del momento. Poi, basta con ste cazzo di luci al neon bianche sparate in faccia. Le ragazze devono sentirsi a loro agio e non sotto la luce rivelatrice di un chirurgo e i ragazzi devono vedere pelli ambrate e non punti neri e occhiaie. Faretti sui prodotti e luci soffuse alle pareti. Led colorati nel pavimento ad indicare le corsie. Temperatura non troppo bassa altrimenti attira anziani asmatici in cerca di ristoro. Una temperatura normale sarà sopportata bene dai giovani e renderà gradito un fresco aperitivo offerto in un apposito angolo dove si aspetta che la coda diminuisca. Così anche i giovani finalmente potranno socializzare in un supermercato senza quelle solite frasi di circostanza date in risposta ad un salumiere marpione o ad una cassiera racchiona che ci prova consegnandoti un sacchetto di trippa.
  • Casse: ipermoderne e veloci, gestite esclusivamente da persone belle. Linee a terra per delimitare la distanza. Basta con carrelli guidati compulsivamente da vecchi impazienti perfino di morire, che ti appoggiano il carrello alla schiena nell'insulsa illusione di accelerare l'operazione di pagamento. Segnali per ricordare ai giovani ancora sotto l'effetto di qualche sostanza che in cassa...si paga!! Munirsi pertanto in tempi utili del portafoglio e non aspettare il momento in cui hai messo l'ultimo oggetto nel sacchetto e non sai cosa devi fare.
  • Raccolta punti: basta, basta, basta con pentole, accappatoi, teglie e stronzate varie. Largo ad ipod, occhiali, borse, gadget hi-tech, buoni sconto per i locali più nuovi, tessere vip, ecc. ecc. Possibilità di commutare un premio con un mega limone dal/dalla cassiere/cassiera più figo/a del supermercato.
  • Sicurezza: Tessera magnetica per entrare, con chip che misura l'età, per evitare intrusi non graditi. Gang di adolescenti disadattati che, in cambio di qualche profilattico, attaccheranno senza scrupolo e in modo totalmente spontaneo un anziano che dovesse riuscire ad infiltrarsi.
  • Orario di apertura: un giovane non farà mai la spesa di mattina presto perché, ragazzi, se sei a casa, significa che non lavori e se non lavori che cazzo fai di mattina? O dormi o scopi. E nemmeno dopo le diciannove perché in giro il mondo già viaggia ad aperitivi. L'orario quindi sarà dalle undici alle diciotto, continuato. Ovviamente da martedì (lunedì si recupera) al giovedì (venerdì è già weekend) Poi tutti a casa o a far serata.
  • Aperitivi: rigorosamente omaggio. Bisogna capire che già il giovane si massacra i coglioni andando a fare la spesa e vuoi che paghi l'aperitivo? assolutamente no. Caraffe di sprizzetto con stuzzichini vari a volontà. Essendo l'angolo aperitivo potremmo chiamarlo Ape-Corner.
  • Vietatissimi in un modo quasi morboso tutti gli scaffali di pannolini, omogeneizzati, pappette varie, cremine per micro-culi che cagano venti ore al giorno. Dico basta al ricordare in ogni momento che cosa potrebbe essere successo la sera prima in macchina sotto casa mentre facevi del sesso spinto senza protezione con i tuoi due partner improvvisati. Invece massima spinta alla prevenzione del rischio e quindi distributori di condom alla fine di ogni scaffale, a due euro ciascuno (diciamoci la verità: un giovane non compra cose economiche per poi rischiare di essere preso per il culo a vita dai suoi amici).
  • Reparto alcolici: reparto più importante dell’intero supermercato a cui spetta la metà delle corsie. Il tutto suddiviso in classici (bottiglie reperibili ovunque), novità (sostanze alcoliche arrivate da poco da noi e tutte da provare con gli amici) e per i più affezionati e pigri anche una corsia di cocktail già pronti e freddi da portar via o da sorseggiare durante gli ultimi gossip o quella tesina che non riesci a finire. Questo sarà l’unico reparto con personale altamente qualificato che girerà le corsie per consigliarti sull’ultimo intruglio in voga nei locali di Londra, New York e soprattutto Oslo (la si che si alcolizzano di brutto brutto brutto). Previsti anche dei tavoli a cui sedersi per pianificare la tua serata con una scaletta dettagliata, con l’ordine esatto dei cocktail da assumere per minimizzare effetti indesiderati e mantenere invece una sana sbronza da serata veramente al top. A richiesta (pagando) disponibile un’app per smartphone di ultima generazione.
  • Borse della spesa: vietate. Ogni cliente dovrà premunirsi personalmente di un comodo contenitore da viaggio, sia trolley, tracolla, zainetto cool. Mi sono rotto il cazzo dei sacchetti di plastica che ogni volta che arrivi a casa non vengono mai usati e accumulati in un cassetto dedicato che misteriosamente non sarà mai pieno. Oltre a precludere la circolazione del sangue alle dita dato il peso e rischiare di non poter più usare un cellulare per messaggiare mentre sei al cesso.

Ecco, queste mi sembrano le principali, nonché basilari linee guida, ma riconosco che ci sono margini di miglioramento ed evoluzione, come ad esempio un corpo scelto di vigilanza in caso di tentativo di invasione di massa e l’introduzione di cani anti-vecchio addestrati a riconoscere il tipico odore di pannoloni, garze, cerotti e cateteri.

Per adesso comunque, concentriamoci sulla realizzazione di questo progetto che, diciamocelo, è un disperato tentativo di evitare scenari ben più radicali.

Un excuse me proveniente da dietro le spalle mi fa sobbalzare. Per un attimo mi guardo intorno, quasi non riconoscendo il posto in cui mi trovo. Poi finalmente metto a fuoco.

Chi parla dietro di me è una signora anziana tutta sorridente, probabilmente per la mia espressione alla trainspotting. Le sorrido con gentilezza e le chiedo scusa, devo essermi appisolato ad occhi aperti. Torno a guardare avanti e scopro che è il mio turno alla cassa. Respiro a fondo l'aria fresca come se per qualche motivo ne avessi assoluto bisogno, faccio un passo e inizio ad appoggiare i miei acquisti sul nastro.

Guardo ancora la signora dietro di me, che ancora sorride e le ripeto un sorry con un sorriso a mia volta. No worries darling. L'ho sempre detto che gli anziani sono adorabili.

Esco dal supermercato carico di borse e rimpiango di non essermi portato un comodo zainetto. Anzi, mi sembra di ricordare di averci pensato poco fa. Mi avvio pensieroso verso casa e considero che tutto sommato non sarebbe male rivoluzionare un po' il concetto di supermercato con opportune modifiche. Anche a questo devo aver pensato tempo fa, ma e' tutto cosi confuso...

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