Un giorno come tanti

- Buongiorno sono il Capo Supremo di Europcar nonché Comandante in Comando Uelamadonna...

- Taglia con le cazzate Giordano che sono super presa da tre milioni di documenti...

- Ok... sorry... chiamo perché ho un amico bloccato a quattro ore da Perth dopo che la sua macchina ha deciso che mobbasta anvedi come esplodo. Abbiamo qualcosa da dargli da quelle parti per tornare da queste parti?  

- Non ho niente di niente a meno che non voglia farsi il viaggio di ritorno facendo compagnia all'autista in una cabina di un tir.

- Ehm... che tipo di compagnia?

- Giordano.. si o no?

- Non saprei... viaggia con la ragazza e un cane formato stegosauro. Forse non è il caso...

- Decisamente no.

- Ok grazie lo stesso... ciao.

- ciao love...

Qui tutte le signore prima o poi mi chiamano love.

Nel frattempo a Perth

Sei una donna e sei un'agente di polizia. Stai perquisendo un'altra donna, arrestata per chissà cosa. Stai facendo il tuo lavoro, come ogni altro giorno. Solita routine. Magari ogni tanto pensi che ci vorrebbe proprio qualche novità. Per questo stai pensando che questa settimana, dopo mesi di attesa, finalmente dirai sì a Netflix e, da quel momento in poi, la vita non sarà più la stessa.

Invece no.

La perquisita, approfittando del fatto di trovarsi nuda dalla vita in su, pensa bene di soddisfare i tuoi desideri di novità cambiando lei stessa la tua routine.

Come?

Semplice. Strizzandosi le tette e spruzzandoti in faccia con il suo carico di latte materno. Non male no? La più veloce operazione di vendita diretta da produttore a consumatore mai esistita nella storia. Unico rimpianto: il non avere avuto in bocca una caramella al caffè. Due donne e due destini diversi che per un attimo si sono incrociati e poi mai più riviste. La prima finita in gabbia senza possibilità di usare la cauzione e la seconda a scrollarsi di dosso latte altrui e rinunciare per sempre a cappuccini assortiti. Ovviamente quando ho letto questo articolo stavo beatamente sorseggiando il mio flat white appena fatto.

Cambiando discorso, dall'ultima volta che ho scritto, mi sono dedicato a diverse attività:

- far conoscere il mio sito dedicato ad aiutare chi volesse vivere in Australia; mentre scrivo, milionate di biglietti da visita e volantini stanno invadendo il suolo italico. Prendete e usatene tutti.

- mettere su carta un progetto che ho in mente da qualche tempo: una startup dedicata ad un servizio online che voglio mettere in piedi il prima possibile (tu che leggi sei sviluppatore web? vuoi far parte del progetto e diventare il nuovo Zuckerberg? contattami subito);

- buttarmi nell'operazione Belli Fuori Puliti Dentro a base di succhi di frutta e verdura; dalle quattro alle sei volte al giorno. Eliminando completamente qualsiasi forma di cibo solido, ma anche flat white, redbull e mojito vari... Oggi sono al dodicesimo giorno e tranquilli, sto bene. Anzi, benissimo direi. Non come i primi tre giorni, quando avrei rapinato una banca solo ed esclusivamente per spendere tutto tra cheeseburger e pizze; ogni volta che passavo in macchina davanti ad un McDonald buttavo l'occhio per cercare qualche patatina dimenticata sull'asfalto.

A tal proposito, sono stato contattato da diverse persone con atteggiamenti diametralmente opposti.

Chi si complimentava giorno per giorno, chiedendomi magari qualche dritta o ricetta (non ne ho... mixate tutto a volontà) o anche solo per chiedermi il classico "che effetto fa?" Altri a dirmi che fare una cosa del genere maronnamiaseiimpazzito??? ma non lo sai che non mangiare proprio rischia di fare peggio? ma non lo sai che il corpo ha bisogno anche di carne? ma non lo sai che il McDonald una volta alla settimana ci sta? Ma non lo sai che appena smetti i succhi e ricominci a mangiare diventi cicciabombacannoniere?

A quest'ultimo gruppo di persone mi limito a rispondere con un minuto di silenzio.

Nel frattempo in ufficio

Immaginate questo scenario. Il mio ufficio è diviso in due parti, una per lo staff (piccolo lavello, microonde, tavolo e roba di lavoro ammassata), l'altra adibita alla ricezione clienti, di dimensioni pari a tre metri per due. Nell'arco di tutta la settimana sono rimasto in quell'ufficio per nove ore al giorno, più di metà delle quali da solo. Se le prenotazioni scarseggiano si raggiunge un livello di noia pari a quello che si raggiungerebbe nel vagare alla deriva nello spazio con un mese di ossigeno. Per questo motivo sono espressamente autorizzato a staccare ogni tanto e a smaterializzarmi dall'ufficio dopo aver applicato il cartello con scritto "torno in dieci minuti". Ne abbiamo anche uno con scritto trenta minuti, ma lo riservo per il dopo caffè la mattina dopo una mega cena; in quest'ultima settimana, quindi, non mi è servito più di tanto.

Dopo sei ore interrotte soltanto da qualche prenotazione sparsa, ieri ho deciso che vaffanculo, dieci minuti me li prendo. Chiudo la porta e parto alla ricerca del succo perfetto.

Undici minuti dopo.

Mi ritrovo in ufficio sette donne anziane, asiatiche, a lamentarsi tutte allo stesso tempo di una macchina che non va, freni rotti, guida male, no good.

Puntandone una a caso dico signora, la macchina ha meno di cento chilometri e l'ho personalmente portata fino a qui dall'aeroporto. Non è possibile... può essere più precisa?

- No good.

Interminabili secondi di silenzio. Loro guardano me, io guardo loro, ma io non vedo loro, bensì un me stesso in forma divina, bello e splendente nella classica armatura di Capo Supremo delle Terre del Fuoco, seduto su un trono di pietre preziose, mentre lancio sette signore asiatiche in pasto a squali mutanti in un mare di lava.

Intanto, un altro cliente poco più in la si mette una mano sulla faccia.

Chiamo la manager.

- ciao sono Giordano, ho un problema.

- ooooh il capo supremo comandante in comando di sto cazzo ha un problema... [risata totale]... dimmi tutto love, vediamo come posso fare...

Finito il turno mi avvio verso casa.

Apro completamente entrambi i finestrini della macchina, lasciando entrare un'aria fresca e carica dell'inverno in arrivo, ma va bene così, fuori il sole splende e ho appena passato un'ora in compagnia delle mogli dei sette samurai. Durante il tragitto chiamo Martin, l'agente che mi segue per quanto riguarda il visto e con cui collaboro e dico:

- ehi Martin... come stai? ancora non ho ricevuto l'invito per il visto permanente da parte del governo australiano.... a giugno mi scade il visto student.... che si fa? vorrei evitare di essere inseguito da un branco di canguro poliziotto. 

- non preoccuparti... se entro fine mese ancora non sappiamo niente ci penso io a te... tranquillo che a casa non ci torni...

- ok grazie... 

Riaggancio soddisfatto e realizzo che ho trenta giorni di attesa da far passare il più velocemente possibile. A questo punto sembrerebbe fatta e il tanto agognato visto permanente sembra finalmente essere a portata dopo quattro anni, ma ancora non festeggio e certamente non mi illudo... In trenta giorni da queste parti potrebbe succedere di tutto.

Mentre ascolto la musica e guido una strada quasi vuota prendo un appunto mentale: chiedere a Martin se cortesemente può evitare di morire nel prossimo mese.

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