Una manciata di semi e tu

Una manciata di semi e tu

La luce al neon, bianca e fredda, si accende tremolando, dapprima lanciando brevi scosse di debole luce tutto intorno e poi rimandendo fissa e immobile, irradiando la stanza di quella luce diffusa che non lascia scampo alle più piccole ombre.

Un sottile ronzio, appena percettibile in altre condizioni, quasi squarcia il silenzio di una notte che ancora fa di tutto per non diventare alba, ritardando le prime schiarite con i momenti più bui. La lama risplende argentea davanti ai miei occhi e sembra quasi fendere l'aria che gli passa accanto. Sembra quasi di udire quel sibilo mentre sospesa nell'aria segue il tremolio della mano. Il primo contatto con la pelle è freddo e ruvido, quasi inaspettato.

Gli occhi fissano a tratti la lama e a tratti se stessi, riflessi in uno specchio che ad uno sguardo attento rivela tutto il tempo trascorso. La lama torna indietro sullo stesso tratto di pelle e questa volta la scorre più decisa, quasi ora sapesse dove andare e come fare. Una goccia di sangue, di un rosso intenso, quasi sconvolge l'ambiente con la sua presenza, una goccia di colore in mezzo a pareti e luce bianca. Il sangue cade sulla superficie lucida del pavimento, seguita a breve da un'altra e un'altra ancora.

Porca troia mi sono tagliato facendomi la barba. E ci credo cazzo, farsi la barba alle cinque di mattina è come fare i compiti un sabato pomeriggio di primavera, quando la mente è già altrove e tu fai di tutto per seguira, ma ti diverti a stare un passo indietro, per vedere dove va a finire e dove ti porta.

I compiti di quei sabato pomeriggio sono lontani e ora guardo un me stesso molto diverso. Diverso da quando sono partito, da quando ero qui da pochi mesi e da quando ero qui da un anno, fino ad arrivare ad ora, che sono via da un anno e mezzo e i miei occhi fissano i miei nello specchio in questi primi momenti d'alba.

Oggi è il trenta dicembre duemiladodici.

E' l'ultimo giorno prima dell'ultimo giorno dell'anno e mi sembra perfetto per fare qualche riflessione, tirare le somme e fare un bilancio.

Un anno e mezzo non è mai una data simbolica da ricordare, come lo è invece il primo anno, il secondo e cosi via, specialmente quando mancano ancora dieci giorni alla data esatta. Ma è il presente momento in sè che porta dritto a queste valutazioni: non lo scadere di un qualche anno per me, ma la fine di un anno per gran parte dell'umanità. I botti, le cene e i brindisi a domani, le riflessioni ad oggi. Come diceva qualcuno, prima il dovere e poi il piacere. O come dico io, una volta che sei partito a festeggiare a mojito, col cazzo che mi metto a tagliarmi la barba per vedere se salta fuori un bilancio.

I semi lasciati alle spalle sono parecchi e di vari tipi.

Il seme dell'integrazione, piantato subito, ancora fresco, al mio arrivo, germoglia imperterrito e piano piano butta qualche fiore. Con calma, lentamente e forse con timidezza, ma ormai ha attecchito. L'Inglese migliora di settimana in settimana, a piccoli passi, parola per parola, suono per suono, fino a scoprire una nuova frase, una nuova costruzione e causare una nuova risposta, un cenno del capo, un altro sorriso.

Il seme del lavoro ha dato i primi frutti e ora sembra stabile. Se curato come si deve promette di farne ancora più grandi. La fine dell'anno è sempre il momento peggiore per poter contare su qualche sviluppo o progresso in questa parte di vita. Sono tutti fermi col naso all'insù ad aspettare la fine di uno e l'inizio di un altro, ma soprattutto per non mancare l'esatto momento in cui i due anni si toccano per poi non rivedersi più. Se ne riparlerà tra qualche giorno, magari una settimana, ma seriamente, con gli occhi fissi e lo sguardo fiero.

Il seme delle relazioni, dopo qualche germoglio perso durante il tragitto, sembra quello più in forma. La mia partner risponde colpo su colpo, sia in termini di battute sia in termini di aspettative, che quando si parla di me sono lassù da qualche parte, dove ogni tanto quasi neanch'io riesco a vederle.

La permanenza in Australia è al sicuro per circa un altro paio d'anni, protetta da un incastro burocratico che fa rima con Scuola e Visto. Tutto quello che si discosta da questo tema verrà accolto a braccia aperte, ma solo alla fine di valutazioni attente.

I miei compagni di mille avventure, o più comunemente chiamati Entusiasmo, Curiosità, Voglia Di Vedere Il Mondo, Italia No Grazie e Australia Ti Voglio, continuano a seguirmi imperterriti, resistendo a mille prove, a mille difficoltà e a mille scenari diversi.

Il seme della stabilità l'ho appena piantato, ma a giudicare dalle prime radici sembra di buone promesse. La nuova casa, che continuo a chiamare nuova ma che non lo è più da un paio di mesi, mi si è avvolta intorno come la giacca perfetta che cercavi da tanto. Grandi sprazzi, un'area all'aperto, due lettini al sole, ogni parete di un colore diverso e le assi del pavimento che si muovono quando cammini nel sole della mattina, dopo che ti sei svegliato prima di tutti e la cucina profuma già di sole o di pioggia, che in ogni caso significa bella giornata.

Il seme del futuro è quello che è partito più a stenti ma è quello che ha recuperato più di tutti. E' anche quello più delicato, quello che necessita di più cure e continue correzioni e improvvisazioni, ma ho grandi aspettative per lui e ogni giorno lo guardo con uno sguardo innamorato e, finalmente, pieno di fiducia. Certo, il futuro per definizione è sinonimo di incertezza, ma anche di "dipende solo da me" e avrà la forma dei gesti che compio ora. Ogni sguardo al futuro quindi, ritorna subito al presente, per capire se quello che vedo laggiù è il domani di oggi o di un altro giorno che mi sono perso. In questo caso scatta subito una corsa indietro di qualche passo e mi rimetto in direzione, come mi piace dire, "col sole in faccia" ma anche con un mojito in mano, in caso di qualche salita imprevista. Il segreto sta nel guardare lontano. Se segui i tuoi piedi passo per passo, li vedrai rallentare e subire tutte le variazioni del percorso. Ma se i tuoi occhi sono fissi a quella cima innevata, a quel mare brillante o a quell'oasi così invitante, tutta la strada sarà parte di mille ricordi e verrà amata e ricordata per averti permesso di osservare il tuo sogno crescere momento dopo momento.

Il rituale di radersi finisce con pochi  e ripetitivi gesti: l'ultimo passaggio della lama, lo scorrere dell'acqua e quel rumore tipico del rasoio battuto leggermente sulla superficie del lavandino. Poi l'ultima goccia d'acqua scivola via, il rasoio giace fermo nel suo angolo e tu sei li, con quegli occhi che ti guardano e la pelle ancora umida. E' questo l'ultimo momento di quiete prima della giornata che ti aspetta. Questo è il momento che quando lo prolunghi di qualche respiro puoi fare in tempo a dirti: vai tranquillo, metticela tutta anche oggi e se hai bisogno torna qui, mi troverai in questo specchio a ricordarti chi sei.

Buon Anno a tutti voi, con l'augurio che le piogge siano sempre abbondanti e che tutti i vostri semi fioriscano del colore più brillante. Chissà che non si possa trovarsi tutti sotto le foglie di magnifici alberi, a festeggiare la vita.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

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