Volo 190

Istruzioni per l'uso nella lettura di questo post:lanciare un urlo di circa cinque minuti senza interruzioni. Prendere fiato. Altro urlo di altri cinque minuti. Prendere fiato. Trangugiare un mojito in un unico sorso, facendo bene attenzione ad includere anche cannuccia, scorze di lime, tutto lo zucchero e interi cubetti di ghiaccio che non hanno fatto in tempo a sciogliersi. Sbattere il bicchiere sul tavolo con fare molto russo, esalare un profondo respiro e abbandonarsi sulla sedia, iniziando a ridere di una risata sguaiata e accompagnando il tutto con vigorose pacche sulla coscia per sottolineare l'ilarità della situazione.

Ripetere tutto dalla parola "trangugiare".

Correre nudo in giro per la casa, intorno alla casa e abbandonarsi soddisfatti sull'erba del vicino in attesa delle autorità. Il fatto è che non me ne fregherebbe un benamato cazzo.

Il fatto è che mi hanno invitato a fare ufficialmente domanda per il Visto permanente. È fatta.

Circa un mese fa

Una copia di me stesso più simile ad un gremlin si svegliava già stanco dopo una breve dormita di sei ore scarse. Pisciata con occhi a bancomat, secchiata in faccia di acqua gelida, sguardo distratto allo specchio e il solito discorso di incoraggiamento prima di uscire:

- cazzo sei un rottame di merda... fai qualcosa.

Come non dar ragione a me stesso?

Mentre guidavo verso l'ufficio mi sono ripromesso di dare una sterzata alla situazione e di prenderne il controllo, almeno per quel poco che potevo fare. Primo obbiettivo: rimettersi in salute dentro e fuori, dando un taglio a schifezze assortite e riportare il mio corpo ad una forma più simile a quella umana che a quella di Gollum. Colore incluso. Secondo obbiettivo: cercare di sbloccare la situazione Visto, che ormai da mesi stagnava in posizione di "nonsuccedeuncazzo".

Eh si, voi non lo sapete, ma ad ottobre scorso ho definitivamente completato i documenti necessari a richiedere il visto permanente e inviato tutto alle autorità di competenza, ma da quel momento il nulla assoluto. Alla faccia del "di solito ci mettono qualche settimana".

Mentre penso a come fare per entrare nel prestigioso club dei "trentenni belli e in forma" pigio i tasti del telefono e chiamo Martin, il mio Migration Agent, per cercare una qualche novità che so già non esserci.

- Martin, ciao come stai? senti, mi chiedevo se ci fosse qualche modo per dare una spinta agli eventi, prima che mi colga un raptus di schiantarmi con un aliante contro il parlamento a Canberra, così, giusto per andarmene gloriosamente in una palla di fuoco e per rimanere, a mio modo, permanentemente in Australia. Che ne pensi? (nel frattempo, un saluto alle agenzie governative segrete che monitorano queste righe dopo aver scritto certe parole chiave...).

- Ciao Giordano, lo so che è frustrante, ma purtroppo non so se posso fare qualcosa. Fammici pensare qualche giorno e ti dico.

Riaggancio e me la metto via. Decido di concentrarmi sul sistemare me stesso, partendo con dieci giorni di dieta a basi di succhi di frutta e verdura. Quei dieci giorni diventeranno poi quindici. Poi venti. Poi venticinque. Dopo trentasette giorni, cioè oggi, viaggio ancora a base di succhi, interrotti da qualche pasto isolato a base di verdura fresca, legumi e frutta. Zero zucchero. Zero carne. Zero latte e derivati. Zero pasta. Zero pane. Zero redbull. Zero assenzio. Zero mojito. Gli ultimi due fattori sono quelli che potrebbero mandare tutto a puttane da un momento all'altro. Per assicurarmi maggiori chance di successo, decido di prendermi due settimane di ferie, in modo da staccare dal lavoro e dedicarmi a sbrigare tutta quella serie di cose che ognuno di noi vorrebbe fare, ma che poi si finisce sempre per rimandare.

Una settimana fa

- pronto... ciao Martin, che si dice?

- ciao Giordano, come stai? ho visto su Facebook che ti stai dando al magico mondo di #succhiforever che ti prende? Ascoltami bene, ho buone news.

Qui il mondo si ferma alla Matrix.

- dunque, ho fatto un paio di telefonate e sembra che il prossimo giro tocchi a te. Oggi è lunedì e giovedì dovrebbe arrivarti l'invito da parte del Western Australia ad esibire copia del contratto di lavoro con me. Fatto quello, se tutto viene approvato, verrai invitato a richiedere il Visto 190, permanente fin da subito. Che ne pensi?

- penso che se tu non fossi in ufficio e io a casa verrei li a limonare te, tua moglie, tua mamma, il tuo cane e un vicino che passa di li per caso.

- (risata nervosa) eheheh.. ehm... dunque, dovremmo esserci. Io comincio a prepararti il contratto e te lo mando via email. Dai che ci siamo quasi.

Riaggancio e fisso il vuoto. Nelle orecchie ancora l'eco di quelle parole... dai che ci siamo quasi... quasi... quasi...

Poi la realizzazione dell'anno: Puttana eva qua tocca festeggiare!!! Adesso mi lancio in una piscina di mojito e mi bevo tutto intorno.

Poi la realizzazione del secolo: Porca troia sono a regime di succhi di merda. Adesso disegno un mojito e mi mangio il foglio.

Quel GIOVEDÌ

Mi sveglio come si sveglierebbe un vampiro all'apertura improvvisa della bara sotto il sole nel deserto. Ore 5:47 e di dormire manco per il cazzo. Mi alzo iperattivo e valuto il da farsi. Guardo fuori la finestra per individuare il clima del giorno e vedo il buio più totale. Doccia a tremila gradi. Ore 6:30 rinuncio definitivamente a continuare a dormire e comincio lentamente a prepararmi ad uscire. Destinazione "checazzoneso". Ore 7 in punto, praticamente apro la caffetteria col proprietario, mi sistemo sulla sedia più vicina e attendo che lui sbrighi il rito dell'apertura, sistemando tavolini e sedie, preparando la macchina del caffè e mettendo un po' di musica in sottofondo. Io lo so che mi odia per essere li a quell'ora in stile stalker, ma mi sorride e chiede cosa voglio.

Un succo di frutta fresco grazie.

Cammino nervoso verso il pontile, sorseggiando ritmicamente il mio succo e cercando di pensare a qualcosa che non sia remotamente collegato al Visto. Mi siedo vicino all'acqua e scorro le notizie del giorno. Alla vista dell'articolo del Fatto che pubblica una canzone creata da un candidato alle elezioni Regionali dal titolo "vota Giorgione" vengo colpito da autismo folgorante e rimango a fissare le onde, dondolando la testa, per almeno un'ora.

Poi arriva una mail.

Salve, siamo la cumpa del governo e i tuoi documenti sono fighi di brutto... ci piacerebbe che tu rimanessi da queste parti, quindi tiè, beccati sta carta in allegato, firma e rimanda... Bella raga.

Almeno così è come l'ho letta.

Corro a casa come se mi inseguissero i nazisti. Stampo, firmo, scansiono e rimando.

Venerdi

Stessa sveglia, stesso appuntamento alla caffetteria e stesso succo.

Poi il telefono squilla.

Salve, siamo i raga dell'immigrazione. Vorremmo dirle che è tutto apposto, più tardi le mandiamo il link per chiedere il suo Visto permanente. E circa quattromila dobloni d'oro.

Due ore dopo, il naso incollato allo schermo, ritrovo un me stesso in piena forma (dopo 334752 succhi) ad osservare quel misto di parole attese da tre anni, otto mesi e diciotto giorni.

"Congratulations

You have received an invitation to lodge a Skilled - Nominated (Subclass 190) (Permanent) visa application nominated/sponsored by The Government of Western Australia."

Le leggo così come sono, poi le rileggo e rileggo ancora. E ancora.

Corro di nuovo al pontile, al mio posto preferito e lì, con un sorriso in faccia e il cuore che batte, guardo il cielo proprio mentre passa un aereo in partenza da Perth. Non poteva essere un momento migliore. Osservo l'aereo e, in un mondo tutto, mio sento queste parole:

volo 190 in partenza...

Fate largo, questo è mio.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

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