Visto Student

Secondo studi molto recenti, infilarsi nell'orecchio lo spinotto degli auricolari anziché gli auricolari stessi è indice di una vivace e sprizzante intelligenza. O almeno, questo è quello che mi racconto mentre, in una giornata calda come molte altre, mi avvio verso il supermercato dietro l'angolo. Obbiettivo: riempire il frigo prima che se ne vada di casa perché si sente trascurato.

Nonostante fare la spesa sia una delle attività che odio profondamente (sogno un mondo in cui il frigo esca da quel ruolo passivo e vada lui stesso a riempirsi del necessario), cerco di andare il più lentamente possibile per gustarmi al massimo l'aria condizionata del supermercato, accuratamente impostata per far fronte alla temperatura raggiunta in caso di scomparsa improvvisa dell'atmosfera o, semplicemente, ad una giornata qualsiasi di Perth.

Ad ogni passo controllo la suola delle mie infradito per individuare i primi segni di scioglimento. Non vorrei arrivare a destinazione camminando a piedi scalzi con la parte superiore delle infradito ancora attaccate al piede, il che mi conferirebbe un look senz'altro bizzarro e, molto probabilmente, da disadattato.

Ristorato da trenta minuti a meno cinque, mi avvio verso casa. Mi guardo intorno per evitare di essere spalmato sull'asfalto da qualche signora in Suv, butto gli occhi al tramonto laggiù, oltre al pontile sull'acqua e infilo un passo dopo l'altro, con calma. Non ho nessuna fretta di tornare in camera mia, che a quest'ora assomiglia di più all'interno di una balena spiaggiata sotto il sole.

Cammino con passo morbido, maglietta trendy, costume chic, infradito fashion, occhiale celebrity e sguardo wow. Due secondi dopo annaspo come una tartaruga capovolta sul marciapiede, dopo aver urtato senza vederlo il bordo del marciapiede.

Riacquistata la posizione eretta, ma non la dignità, arrivo finalmente a casa, pronto per godermi il pomeriggio libero.

Apro il computer e scorro le email in arrivo.

Tra queste trovo quella di una ragazza che mi scrive, dichiarando amore eterno ed estasi pura per il mio blog, ma anche illustrandomi il suo progetto di partire presto per l'Australia, anche se non più giovanissima. L'idea è quella di arrivare con uno Student visa per un anno, frequentando uno dei vari corsi di inglese e nel frattempo cercare uno sponsor. Insomma, uno scenario classico. Mi chiede anche come sia il vivere in Australia con uno student visa. Le rispondo subito, ma quelle righe mi hanno fatto pensare e mettere insieme la mia esperienza negli ultimi tre anni (o quasi) e per questo ho deciso di scrivere questo post.

Vivere in Australia con uno Student Visa

non è semplice. Anzi. O meglio, facciamo qualche distinguo: potrebbe essere semplice vivere in Australia con un visto student se:

  • arrivi con una camionata di soldi;
  • genitori o amanti finanziano la tua avventura dall'altra parte del mondo;
  • sei un/una politico/a in pensione e campi con i soldi (pubblici) del tuo vitalizio infame;
  • hai un'entrata sicura che ti permette di integrare le (poche) entrate che avrai in Australia;
  • becchi un lavoro part-time pagato come un full-time (leggi anche: botta di culo fotonica);
  • chiedete un finanziamento a parenti/amici/santi in paradiso.

In tutti gli altri casi, sarà difficile.

Io ai tempi del visto student

Io ai tempi del visto student

I costi di un visto student.

I costi di un visto student di per sé non sono alti. Il visto costa circa quattrocento euro; possiamo dunque dire che il costo del visto fine a sé stesso non rappresenta uno scoglio insormontabile. Tuttavia, sono i costi "di contorno" a rendere il tutto estremamente dispendioso:

  • costo del corso di studi prescelto; a seconda del tipo di corso, college, TAFE, università, i costi variano molto, ma anche nel caso più economico considerate qualche migliaio di dollari a semestre. I costi cambiano anche da città a città. Nel mio caso, per affrontare un Master Universitario di due anni, mi vennero chiesti circa sessanta mila dollari. Ovviamente rinunciai, perché vendere il mio corpo non è mai stato il mio forte.
  • Assicurazione medica; obbligatorio il pagamento dell'assicurazione per tutto il periodo di validità del visto. Anche in questo caso i costi variano molto. Ovvio che se volete essere coperti anche nel caso vi entri un cazzo di ufo in camera e vi tranci i gioielli di famiglia di netto per poi sparire nell'iperspazio, allora dovete prevedere qualcosina in più... ma lascio a voi la scelta.
  • costi fissi: affitto, cibo, trasporti. A meno che non vi adattiate a vivere sottoterra e a spostarvi con uno skateboard a vela, mentre vi nutrite di chewing-gum e avanzi altrui, questi costi non si possono evitare. In base alla città scelta potreste trovarvi costretti ad acquistare una macchina. Se a questo aggiungete droghe e sesso a pagamento, le cifre varieranno di molto.

Al contrario, le entrate a disposizione per tamponare questa situazione saranno limitate. Con questo visto potete infatti lavorare per un massimo di venti ore a settimana, durante il periodo delle lezioni, mentre nessuna restrizione è prevista durante le settimane di vacanza, che comunque saranno appena sufficienti per rimpinguare le casse.

Personalmente, quando ho fatto la scelta di prolungare la mia permanenza dopo aver esaurito il mio Working Holiday Visa, ero consapevole che sarebbe stata dura. A questo aggiungiamo la spesa aggiuntiva di tutta l'operazione "visto permanente" che al momento sta comportando una spesa di circa dieci mila dollari.

Esiste poi il lato psicologico di tutta la faccenda.

Questo per me è il punto in assoluto più difficile del vivere in Australia con un visto student.

In pratica, salvo pochi casi eccezionali che non costituiscono la norma, avere un visto student significa mettere la propria vita in pausa. Se si è fortunati si troverà un lavoro nel proprio ambito, ma questo succede molto più spesso in ambito ristorazione che in altri lavori. Di fatto, l'obbligo delle lezioni e le restrizioni sull'orario di lavoro impediscono un normale "sviluppo di carriera", poiché costringono l'azienda ad adeguarsi a chi assume, piuttosto che viceversa come succede di norma. Facile capire come non siano molte le aziende disposte a questo. Specialmente se il lavoro in questione non sia flessibile e richieda una presenza fissa durante i classici orari di lavoro.

Il peso di questa situazione potrebbe essere ben tollerato nel primo periodo, quando l'entusiasmo è ancora alto e magari si è disposti a tutto per il proprio progetto. Tuttavia, sul lungo periodo, la cosa diventa molto difficile da sopportare, specialmente se le proprie qualifiche ed esperienze permetterebbero ben altro. Un visto student protratto per lungo periodo espone ad una situazione di questo tipo:

  • guadagnare il tanto che basta a coprire tutte le spese, con pochissimo margine a disposizione;
  • essere vincolati alla scuola per un lungo periodo (in modo da allungare il visto) e a non potersi spostare;
  • accettare compromessi in fatto di abitazioni e stile di vita;
  • mettere in pausa la tua vita in attesa di ottenere un visto permanente o senza restrizioni;
  • considerare l'idea di darti alla droga dopo averla schivata per trentacinque anni;
  • considerare l'idea di commettere un crimine per poter rimanere in Australia a spese dei contribuenti, beneficiando di un tetto gratuito e tre pasti caldi al giorno.
  • sposare e ingravidare la prima autoctona che ti passa davanti o sposarsi e farsi ingravidare dal primo autoctono che ti passa davanti (in questo caso vanno benissimo anche persone con un visto permanente, non per forza Australiani);

Se tutto questo ti sta bene, parti pure sereno/a. In tutti gli altri casi, rimboccati le maniche e fatti forza.

In alcuni casi, il visto student durerà qualche mese, giusto il tempo di trovare uno sponsor; è questo il caso di professioni particolarmente tecniche e ricercate dal governo Australiano. Di solito, il visto student dura il tempo necessario a far riconoscere le proprie qualifiche e trovare un'azienda disposta a sponsorizzare.

In altri casi, quando la professione non è molto tecnica, ma legata ad aspetti burocratici o legali del proprio paese, e quindi non esattamente conforme al sistema Australiano, i tempi potrebbero essere molto più lunghi.

In generale quindi, mi sento di darvi i seguenti consigli per prepararvi al meglio a questa scelta di vita:

  • se dovete darvi all'alcol, acquistate nei negozi specifici e non nei locali; bere da una borraccia nascosta nella giacca è di gran lunga più economico che fare il brillante al bancone del bar;
  • evitate le droghe. Sono costose anche qui.
  • informatevi bene, benissimo, super bene, prima di partire su quali siano le reali possibilità di ottenere un visto permanente;
  • prima di partire, mettete insieme tutti i documenti immaginabili che abbiano su scritto il vostro nome: certificato di nascita, laurea, matrimonio, diploma, corsi vari, documenti legali e qualsiasi cosa vi venga in mente. Non si sa mai cosa possa servire qui. Cercate di lasciare al minimo le possibilità di dover contare sul nostro sistema burocratico mentre siete a quindicimila chilometri di distanza (a me l'università di Padova, dopo la mia richiesta del certificato di laurea, ha chiesto di "fare un salto in segreteria....").

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io, vado a farmi un mojito.

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